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Brescello (Reggio Emilia) – Prosegue il rapporto privilegiato tra la settima arte e il paese di Brescello, teatro per molti anni di una delle saghe più famose della storia del cinema: quella di “Don Camillo e Peppone“, interpretata dai bravissimi Fernandel e Gino Cervi.

A partire dal 2002 Brescello ha voluto rendere omaggio a questi eterni personaggi con l’organizzazione di un Festival del Cinema denominato “Mondo Piccolo Cinematografico“, giunto quest’anno alla XVIIª edizione e titolato “Bertolucci Padano” in memoria del grande regista recentemente scomparso. La manifestazione cinematografica si svolgerà dal 20 al 23 giugno.

Il festival è organizzato in collaborazione con il Comune di Brescello, la Fondazione Paese di Don Camillo e Peppone, l’Associazione Pro Loco di Brescello, Emilia Taste Nature & Culture e CSC – Cineteca Nazionale.

Il programma.

Giovedì 20 giugno.

  • Dalle ore 19.00 – Cena in piazza con la Pro Loco di Brescello.
  • Ore 21.00 – Saluto del Sindaco di Brescello, Elena Benassi e del Vicepresidente della Fondazione “Paese di Don Camillo e Peppone”, Marika Bonazzi consegna targa Virginio Dall’Aglio presentazione di Bertolucci secondo il cinema a cura del Vicesindaco di Brescello, Stefano Storchi, e della docente di Storia e critica del cinema dell’Università di Parma, Sara Martin.
  • Ore 21.30 – proiezione del documentario di Gianni Amelio “Bertolucci secondo il cinema”. Un documentario di Gianni Amelio (Daria Cinematografica / RAI Spa, 1976, durata 70 minuti / restauro a cura di Museo Nazionale del Cinema, Rai Cinema, Rai Teche). Un making-off con i racconti, gli appunti, i protagonisti del set del film “Novecento”.

Venerdì 21 giugno.

  • Dalle ore 19.00 – Cena in piazza con la Pro Loco di Brescello.
  • Ore 21.00 – Introduzione alla serata: presentazione di “Prima della Rivoluzione”, a cura della docente di Storia e critica del cinema dell’Università di Parma, Sara Martin, e del regista, sceneggiatore e interprete del film, Francesco Barilli.
  • Ore 21.00 – Proiezione del film di Bernardo Bertolucci “Prima della Rivolzione” (Iride Cin.ca / Viggo srl, 1964, durata 100 minuti).
    Fabrizio, giovane della borghesia di Parma, è deciso a rompere i rapporti con la sua classe sociale. Egli è marxista e nella sua nuova concezione della vita non c’è posto
    neppure per la sordità borghese di Clelia, la sua fidanzata.
    Il suicidio dell’amico Agostino, vittima del suo disorientamento ideologico, provoca in Fabrizio un dramma interiore che soltanto Gina, sua giovanissima zia, intuisce e comprende.
    I due giovani, pur profondamente diversi per temperamento e concezione della vita, si amano ma la loro relazione è destinata a spegnersi ben presto. Rimasto solo, Fabrizio cerca inutilmente di risolvere il suo conflitto interiore con la compagnia di Cesare, un maestro elementare che è stato fino a quel momento la sua guida ideologica. Consideratosi definitivamente sconfitto, Fabrizio torna rassegnato nel mondo borghese sposando Clelia. (da Cinematografo.it).

Sabato 22 giugno.

  • Dalle ore 19.00 – Cena in piazza con la Pro Loco di Brescello.
  • Ore 21.00 – Introduzione alla serata: presentazione de la “Strategia del Ragno”, a cura del critico cinematografico della Gazzetta di Parma, Filiberto Molossi.
  • Ore 21.20 – Proiezione del film di Bernardo Bertolucci “Strategia del Ragno” (Red Film / RAI TV, 1970, durata 98 minuti).
    Dopo la morte del padre Athos Magnani, trucidato dai fascisti nel 1936, il figlio dell’eroe (si chiama anch’egli Athos) giunge per la prima volta a Tara, piccolo villaggio nei
    pressi di Parma, con l’intenzione di scoprire la verità sulla morte del
    padre.
    Athos prende contatto con Draifa, una ricca e anziana signora, che era amante dello scomparso. Dalla stravagante donna ottiene poche e confuse notizie. Niente di più riesce ad ottenere dai compaesani che si trincerano dietro evidenti ostilità e paura. Viene comunque a sapere che sono tuttora viventi i tre amici del padre e colui che l’opinione
    pubblica ritiene assassino o mandante, Agenore Beccaccia, ricco possidente, il quale nega ogni responsabilità.
    I tre amici, poi, parlano del fallimento dell’attentato contro il duce a causa di una spiata, della confessione, del tradimento e dell’assassinio voluto da colpevole per mano degli amici onde, con la morte, influire più decisamente sulla coscienza collettiva: Athos Magnani senior fu un traditore o un eroe? I cittadini di Tara sono dei vigliacchi o dei convinti socialisti? Athos jr. rinuncia a capire, e vuol ripartire. Ma da tempo non passa più alcun treno.
    Athos Magnani è veramente esistito? (da Cinematografo.it).

Domenica 23 giugno.

  • Dalle ore 19.00 – Tortellata di San Giovanni. Cena in piazza con la Pro Loco Brescello.
  • Ore 21.00 – Introduzione alla serata: presentazione presentazione di “La tragedia di un uomo ridicolo”, a cura della ricercatrice universitaria, Dorothea Burato.
  • Ore 21.20 – Proiezione del film di Bernardo Bertolucci “La tragedia di un uomo ridicolo” (Fiction Cinematografica, 1981, durata 98 munti).
    Primo Spaggiari è un piccolo industriale caseario parmense. E’ di origine contadina e non è andato oltre le elementari. Si è fatto col suo lavoro. Sua moglie Barbara, invece, è una donna raffinata di origine francese.
    Un giorno loro figlio Giovanni viene rapito e Primo deve raggranellare un miliardo per il riscatto. Intanto il caseificio è colpito da una grave crisi economica. Nella vicenda intervengono una giovane operaia, Laura, fidanzata di Giovanni, e un prete operaio, Adelfo, che sanno molto sul rapimento.
    Da loro l’industriale viene a sapere che suo figlio è morto. Primo però continua a raccogliere i soldi, aiutato in questo dalla moglie Barbara, per salvare la sua seconda creatura: il caseificio, sull’orlo del fallimento. Seguendo le indicazioni di una lettera falsa, scritta dalla fidanzata di Giovanni, Primo Spaggiari e la moglie depositano il miliardo
    nel luogo indicato. La ricomparsa improvvisa di Giovanni fa sì che il miliardo finisca investito nel caseificio, trasformato in cooperativa, sotto il controllo degli operai. (da Cinematografo.it).

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