Ferrara – L’Orlando Furioso il 22 aprile ha compiuto 500 anni. La prima edizione venne stampata a Ferrara nel 1516. E’ quindi nel segno del Furioso che la città e i suoi abitanti si sono uniti per festeggiare quell’Ariosto che nacque a Reggio Emilia ma che da bambino si trasferì a Ferrara e per questa città visse.

Come poteva Cassa Padana sottrarsi ai festeggiamenti? Ovviamente lo ha fatto in un modo un po’ particolare…..che a ottobre invaderà le scuole ferraresi.

Vi immaginate un novello Ariosto, magari squattrinato, che per emergere e stamparsi il corposo poema andasse in banca a chiedere un finanziamento? Un sostegno a fini creativi e culturali prima ancora che fosse un capolavoro? Potrebbe essere la realtà, specie per un autore di questi tempi.

per conto di ariostoPer conto di Ariosto è un progetto pensato per comunicare: nel 2016 divulgare contenuti come quelli del poema estense per eccellenza, l’Orlando furioso, è una sfida da cogliere al volo.

È questo che ha spinto due giornalisti locali, Matteo Bianchi e Irene Lodi, a mettere in piedi un vero e proprio piano editoriale per la “prima” uscita del Furioso: tra booktrailer, lancio e conferenza stampa, presentazione in biblioteca e cena con autore, lo scrittore, interpretato da Matteo Pedrini, non ha avuto un minuto di pausa negli ultimi mesi.

Il suo “fantasticato” ufficio stampa, che lavora “Per conto di Ariosto”, appunto, ha preparato un programma ricco di eventi, ideato per coinvolgere diversi tipi di pubblico, senza tralasciare quello virtuale, grazie all’aggiornamento continuo della pagina Facebook, del sito e del profilo Instagram.

«Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il sostegno di Cassa Padana – spiega Bianchi – che ha accolto con entusiasmo il nostro progetto fin dalla sua fase di ideazione, e ci ha accompagnato in questa grande avventura».

Del resto, nella città di Ariosto è impossibile non riconoscere l’impronta che ha lasciato: il Furioso, grazie ai suoi diversi livelli di lettura, è entrato nell’immaginario collettivo.

L’ippogrifo, per esempio, è diventato un simbolo forte quanto il drago della leggenda di San Giorgio, e ritrovare i valori tra le rime di 500 anni fa non è immediato.

Eppure, a ben guardare, i problemi di allora e di oggi sono rimasti gli stessi: la Corte resta un crocevia che accoglie più di una lingua, seppure con una malcelata reticenza nei confronti dei Mori moderni, la diversità non è così libera di esprimersi, e lo staff di “Per conto di Ariosto” lo testimonia.

«Abbiamo voluto dare spazio ai passi meno abusati del poema – aggiunge Lodi – ricercando tra le ottave riferimenti che potessero avvicinare il pubblico di oggi».

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Una bella rassomiglianza!

È così che ha preso vita una vera e propria campagna promozionale Per conto di Ariosto, e si concluderà con la presentazione nelle scuole nei mesi autunnali. «Come fase finale – conclude Bianchi – andremo direttamente nelle classi dei ragazzi per interessarli in maniera originale al poema. Sono loro i veri destinatari del progetto, e il futuro della letteratura».

Ai 500 anni di vita dell’Orlando Furioso, Ferrara sta dedicando numerose iniziative che culmineranno il 24 settembre con la mostra ospitata a Palazzo dei Diamanti, “Orlando Furioso: 500 anni – Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi”, un appassionante viaggio nell’universo ariostesco, tra battaglie e tornei, cavalieri e amori, desideri e magie, grazie ai capolavori dei più grandi artisti del periodo, da Andrea Mantegna a Leonardo da Vinci, da Dosso Dossi a Raffaello, da Michelangelo a Tiziano. La mostra resterà aperta fino all’8 gennaio 2017.

Da segnalare anche il convegno internazionale dedicato alla vita e alle opere di Ludovico Ariosto, “Nel segno del Furioso: l’incantato cosmo di Ludovico Ariosto e la cultura dei suoi tempi” che si terrà il 13, 14, 15 ottobre a Palazzo Bonacossi.