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Reggio Emilia. Giovanni Battista Venturi pubblicava nel 1797 “Essai sur les ouvrages phsyco-mathématiques de Léonard de Vinci, avec des fragmens tirés de ses manuscrits apportés de l’Italie” un saggio che rivelava, tra le meraviglie e le incredulità dei contemporanei, gli studi scientifici di Leonardo da Vinci, rimasti sino ad allora ignorati e tacitamente non divulgati: ne scaturirono, in tutta la loro forza, la reale portata, magnificenza e grandiosità oltre che la vastità.

La Biblioteca Panizzi dedica una mostra all’illustre conterraneo, allestita per il V° centenario dalla morte di Leonardo da Vinci, sino al 19 gennaio nella sala mostre della Biblioteca. La mostra ha come obiettivo di far conoscere la figura del reggiano Giovanni Battista Venturi (1746-1822), che per primo studiò a Parigi, nel 1797, i manoscritti di Leonardo requisiti a Milano dai francesi; valorizzare una sezione poco conosciuta del patrimonio librario e iconografico della Biblioteca Panizzi; infine proporre alcune chiavi di lettura della personalità e dell’opera di Leonardo e della sua fortuna critica nei secoli successivi.

Il percorso si articola in sei sezioni che, attraverso manoscritti, carteggi, libri antichi e moderni, incisioni e altro materiale iconografico, cercherà di offrire al visitatore un profilo biografico e intellettuale di Venturi, in particolare nella sua veste di studioso di Leonardo, fisico, storico della scienza e collezionista; illustrare l’eredità e l’immagine di Leonardo, attraverso testimonianze manoscritte, edizioni a stampa e facsimili delle opere, ma anche incisioni con ritratti dell’artista, episodi della vita, riproduzioni da disegni e dipinti, false attribuzioni e opere di scuola.

Ricostruire a campione la “biblioteca ideale” di Leonardo con gli autori e le opere che concorsero a determinarne la formazione; infine illustrarne la fortuna critica nelle opere, edizioni e testimonianze di studiosi italiani ed emiliani tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento.

la mostra ha ricevuto il patrocinio del Comitato nazionale per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. L’opera artistica di Leonardo implica sempre un fondamento scientifico. In particolare, analizzando l’Uomo vitruviano delle Gallerie dell’Accademia di Venezia e l’Annunciazione degli Uffizi secondo ottiche disciplinari diverse ma complementari, è possibile indagare più a fondo nel poliedrico, ma ancor oggi enigmatico pensiero del grande artista.

Giovanni Battista Venturi fu ordinato sacerdote nel 1769 in contemporanea all’inizio dell’insegnamento di logica presso il seminario di Reggio Emilia. Tra il 1774 e il 1776 iniziò i propri studi in merito a geometria e fisica, ottenendo per di più la cattedra presso l’Università di Modena. Nel 1796 il duca di Modena lo inviò a Parigi come segretario di delegazione: Venturi approfittò di quel soggiorno, lungo più di un anno, per stringere amicizia con molti scienziati francesi e frequentare la biblioteca nazionale, nella quale erano custoditi i manoscritti vinciani trasferiti dalla biblioteca Ambrosiana di Milano. I preziosi documenti costituirono il terreno fertile dal quale trasse origine la famosa opera di Giovanni Battista Venturi

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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