Ferrara. Le possenti mura di Ferrara, in tempo di pace, sono assediate da un pacifico gregge di pecore, bresciane della Val Sabbia. 800 capi, chine a brucare la fresca erba primaverile come un grande materasso di lana, tra i belati degli agnellini, molti nati sotto le mura della città.

Ma che ci fanno le pecore bresciane a Ferrara? Semplice: brucano l’erba.

Sembrerebbe una risposta sciocca se non fosse che quel gregge e il suo pastore, partiti a settembre dalla valle bresciana, hanno stretto un patto con l’amministrazione comunale di Ferrara: lo sfalcio dell’erba lo fanno gli ovini, gratis.

Perché in tempi di patti di stabilità lo sfalcio dell’erba costa. Così da qualche settimana le pecore “assediano” pacificamente le mura cittadine, percorse dalla ciclabile, ma c’è di più: ora sono divenute una attrazione turistica, con tanto di gite scolastiche, curiosi, ciclisti, famiglie e stranieri che a tutte le ore seguono il gregge impegnato a brucare, mentre gli agili agnelli si arrampicano sulle mura togliendo i teneri germogli. Insomma un lavoro perfetto.

Le possenti mura delle città estense sono miracolosamente intatte, negli ultimi anni restaurate e riportate all’antico splendore, sono una circonvoluzione di circa 11 chilometri percorse da una splendida ciclabile. Nei giorni di primavera l’erba cresce a vista d’occhio, per mantenere lo sfalcio servirebbe un esercito di giardinieri, con i relativi costi.

Così l’amministrazione ha colto al volo la richiesta di Massimo Freddi, pastore valsabbino, che con il suo gregge si è sostituito al tosaerba e nel frattempo è divenuto pure un’aggiunta turistica fuori le mura. Il gregge, seguito da Massimo, si sposta di metro in metro, tra i turisti, le famiglie e i bambini mescolati al gregge, aiutato due splenditi e bravissimi cani da pastore, lasciando dietro di se un prato perfettamente  rasato. Una simbiosi, tra pecore e comune di Ferrara, che è da esempio per altre città.

Quella che fu la primitiva collaborazione tra l’uomo e il mondo animale, tra uomo divenuto stanziale e le pecore che fornivano lana e latte per lungo cammino della civiltà, è ai nostri tempi un’impresa estrema. Le vie dei tratturi sono completamente invase dalla cementificazione, di paese in paese c’è da richiedere permessi per il pascolo vagante, certificati sanitari, autorizzazioni, superare strade trafficate e superstrade, ordinanze e divieti.

Un calvario per gli ultimi transumanti. Ma il  pastore della Val Sabbia non è uomo che si scoraggia e porta il suo gregge al pascolo vagante, un presepe che richiede una dose di coraggio per combattere contro le ottusità moderne.

La transumanza del gregge è iniziata lo scorso mese di settembre, le pecore partite dalle montagne della Val Sabbia, una delle tre valli bresciane, si è incamminata verso il lago di Garda, ha disceso le ripe del fiume Mincio, per approdare sulla sponda veneta del Po. Attraversato il grande fiume ora sosta  sottomura a Ferrara. Il gregge ha ottenuto il permesso dell’ASL dopo i controlli sanitari, rimarrà a Ferrara ancora per qualche settimana, per la gioia delle macchine fotografiche di turisti e residenti, per poi far ritorno, verso la fine del mese di maggio, agli alpeggi estivi.

Nel frattempo a Ferrara sono organizzate iniziative rivolte alle scuole e alla cittadinanza in accordo con l’Associazione Fattorie Didattiche, la transumanza delle “bresciane” è non solo un’attrazione ma un vero e proprio momento di conoscenza, il pascolo, la nascita degli agnelli, la tosatura di alcuni capi, divengono opportunità per rinsaldare lo sgualcito rapporto tra l’uomo moderno e il mondo animale.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.