di Letizia Piangerelli

Il 15 maggio scorso è stato firmato il primo accordo di cooperazione tra un’associazione argentina – la Sociedad de Socorros Mutuos di Devoto – e Cassa Padana. Nei prossimi mesi si lavorerà insieme, principalmente attraverso azioni di assistenza tecnica e formazione, per dar vita ad una cassa di credito.

Il rapporto di Cassa Padana con l’Argentina è iniziato circa due anni fa, quando l’Ambasciata Italiana, sulla spinta delle necessità espresse dalle istituzioni locali, chiese al Credito Cooperativo Italiano un contributo che si sarebbe rivelato decisivo: verificare se in Argentina ci potevano essere le condizioni per la nascita di un sistema finanziario più inclusivo, basato nella formula originale delle nostre antiche casse rurali.

Era il maggio del 2005 e già da quel primo viaggio erano chiare le enormi possibilità economiche e sociali che si stavano aprendo per un’Argentina in piena fase di recupero post-default, come evidenti apparvero subito le difficoltà che la dividevano da uno sviluppo più stabile e duraturo: l’assenza di una legge finanziaria che permettesse la rinascita di un sistema bancario locale e la totale mancanza di fiducia della gente nelle sue istituzioni. Non certo dettagli di poca importanza.

Dalla risposta a quei due, complessi, bisogni dipendeva il futuro del credito cooperativo in argentina. Con tale consapevolezza in mente, Cassa Padana ha iniziato a lavorare alla costruzione di una fitta rete di relazioni, motivando costantemente le istituzioni argentine ad affrontare la difficile strada del dialogo con il mondo cooperativo locale. Motivandosi a sua volta, diffondendo all’interno della propria struttura l’entusiasmo nei confronti di un’iniziativa che a prima vista poteva sembrare utopica e poco proporzionata alle dimensioni locali di una BCC, ma che se intrapresa avrebbe aperto la strada ad enormi possibilità di crescita. Pazienza, costanza e tanta fiducia sono state ripagate.

Nel novembre 2006 cade il primo ostacolo: il Parlamento argentino approva, con un voto all’unanimità che fa storia, le necessarie modifiche alla legge finanziaria. Il modello prescelto per la riforma ricalca il sistema italiano del credito cooperativo. Da lì in poi è stato un veloce susseguirsi di eventi. A gennaio 2007 siamo tornati in Argentina per raccogliere gli entusiasmi generati dalla riforma e cercare un’esperienza locale con cui iniziare a lavorare ad un progetto pilota di creazione di una cassa di credito cooperativo.

Ed è cosi che Cassa Padana incontra la Sociedad Cosmopolita de Socorros Mutuos di Devoto, una società organizzata come le nostre vecchie Mutue Auto Gestione, una mutuale che in questo paese di 5000 abitanti, sperso nelle piatte distese della pampa argentina, ha saputo fare dello spirito cooperativo la chiave del proprio successo. A Devoto tutto è organizzato in cooperative, dalla cultura all’educazione, dallo sport alla produzione, dal lavoro al servizio di credito. Il mutualismo è stata la risposta della gente alla crisi economica, lo strumento per creare ai giovani alternative arginando l’esodo vero le città, risolvendo i problemi del territorio attraverso le risorse che lo stesso è in grado di generare. Un mutualismo che oggi è ancora forte e molto sentito dalla gente, circostanza che ci ha colpito e che portiamo a casa come una spinta in più per recuperare la passione e i valori che hanno animato anche il cooperativismo di credito da noi.

Ed ecco l’ultimo tassello, maggio 2007, si firma il matrimonio tra la nostra BCC e Devoto, nei prossimi mesi lavoreremo insieme per dar vita ad una cassa di credito. Parallelamente si sta lavorando per dar vita ad un’Associazione per il sostegno al credito cooperativo nel Paese, che con sede a Buenos Aires e sulla base dell’esperienza italiana nel settore, possa essere un punto di incontro non solo per le istituzioni pubbliche e le casse di credito locali, ma anche per le altre BCC italiane e di altri paesi che vogliano collaborare alla rinascita del movimento di credito cooperativo argentino. Nel frattempo le alleanze si allargano, la BCC della Maremma ci ha accompagnato in questo viaggio, altre si aggiungeranno in futuro. Il progetto Argentina assume sempre più i contorni di un’alleanza tra movimenti di credito cooperativo.

Certo la strada non sarà tutta in discesa, è ancora da risolvere il problema più delicato: ricucire la fiducia della gente. Compito arduo, che spetta principalmente alle istituzioni locali e che dipende in buona misura dalla volontà dei singoli di accettare la sfida offerta dalle riforme in atto.

Il punto di partenza che ci sembra importante condividere è che l’obiettivo che muove una BCC non può essere mai meramente economico. Sono i valori comuni che condividono le banche del territorio in tutto il mondo a rappresentare il punto di partenza e il fine ultimo di progetti di cooperazione di questo tipo, valori capaci di mettere radici.