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 Siamo giovani rom, sinti e non rom, italiani e stranieri. Molti di noi vengono da una storia di disagio, soprusi ed esclusione, ma non ci siamo fermati e non ci fermeremo. Sogniamo per l’Italia un risveglio di umanità”. Così si sono presentati al Senato della Repubblica Italiana a fine settembre, accolti da un messaggio del presidente Mattarella, un gruppo di 25 giovani Sinti e Rom per presentare un “Manifesto” in cui descrivono l’Italia nella quale vorrebbero vivere e attraverso cui chiedono alle istituzioni un deciso cambio di direzione relativamente alle questioni del disagio abitativo, a partire dal superamento dei “campi rom e dei ghetti, dell’istruzione, del lavoro e delle opportunità per i giovani.IMG_3199

Questioni che non riguardano solo le comunità Rom e Sinti, ma tutte le categorie di persone che oggi nel nostro Paese sono svantaggiate e oggetto di discriminazione. Un’azione passata sotto tono nei media, che invece ricalcano con vigore le vicende di delinquenza, aumentando il malessere e la discriminazione, seminando paure incontrollate.

I ragazzi, uniti nell’associazione 21 Luglio, si sono seduti da tempo intorno ad un tavolo di lavoro per discutere, scambiare idee, soprattutto elaborare proposte e pensare ad una società condivisa che metta da parte le secolari discriminazioni che accompagnano illungo viaggio del popolo Sinti e Rom.20976401724_7c1ef8fd8c_b

Per la prima volta, giovani rom, sinti e non rom decidono di unire le forze e di scrivere insieme una nuova pagina per l’Italia – afferma l’Associazione 21 luglio – Chiedono che in Italia non vi sia più spazio per l’odio, l’intolleranza e la ghettizzazione verso i più deboli e avanzano proposte concrete per affrontare questioni decisive per un futuro diverso per la nostra società –

– L’aspetto più importante – sottolinea ancora l’Associazione 21 luglio – è che questi giovani non rivendicano diritti per i soli rom e sinti, ma per tutti. La loro voce rappresenta un esempio di unione e solidarietà che troppo spesso la politica nostrana tende ad accantonare alimentando divisioni e tensioni sociali –14611112675_47a59ec95b_b

Così da quella che è stata chiamata “La Convention Primavera Romanì” parte un lavoro in cui i giovani Sinti e Rom pre-vedono un futuro – Non accettiamo più che i nostri figli vivano in un paese di ghetti, separazioni, disuguaglianze, povertà, odio e razzismo, né oggi, né domani – sono le parole pronunciate dai giovani rom, sinti e non rom -Vogliamo essere un esempio di società unita e libera, come l’Italia dovrebbe essere. Vogliamo essere attori di un cambiamento di cui tutti possano giovare. Vogliamo che l’Italia sia un paese orgoglioso dei suoi valori, aperto verso i deboli, che consenta a ciascuno di essere apprezzato, amato e riconosciuto per le proprie passioni e qualità. Un’Italia che abbracci le differenze e si consideri fortunata per la ricchezza di tutte le culture che la compongono. –20976406044_d2595971ae_b

Un’idea che è stata confermata dall’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha dichiarato: “La presenza attiva di giovani Rom e Sinti rappresenta un elemento fondamentale nel cammino paziente verso forme sempre più efficaci di integrazione e inclusione. La consapevolezza piena dei propri diritti, unitamente alla conoscenza dei propri doveri nei confronti della società e dello Stato, è un passo indispensabile per far cadere diffidenze e pregiudizi reciproci e assicurare un futuro di dialogo e di convivenza”.

L’associazione prende il nome dal 21 luglio di alcuni anni fa, quando una bambina ha subito abusi e maltrattamenti da quelle istituzioni che avrebbero dovuto difenderla e tutelarla. A ricordo di quel triste giorno è nata l’Associazione 21 luglio. E’ un’organizzazione non profit impegnata nella promozione dei diritti delle comunità rom e sinte in Italia, principalmente attraverso la tutela dei diritti dell’infanzia e la lotta contro ogni forma di discriminazione e intolleranza.

Ecco il “Manifesto”

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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