Brescia – Per la Mille Miglia l’ennesimo banco di prova, a prosecuzione della sua tradizione, rinnovatasi anche per il 2020, è fissato oltre la bella stagione.

Un misurarsi con il proprio dispiegamento di mezzi e di nome, una volta raggiunto l’autunno, nell’epilogo del mese di ottobre dove, stante il subentrato periodo emergenziale, questo rinvio, stabilito in sostituzione della sua solita versione primaverile, nell’andare, cioè, a differire a giornate molto più in là a venire, è stato un comprensibile atto dovuto di precauzione che, almeno, a differenza di altri appuntamenti analogamente saltati, ha già un dichiarato insieme annunciato di giorni calendarizzati.

A Brescia un murales per le Mille Miglia
A Brescia un murales per le Mille Miglia

Nell’anno del “Coronavirus”, quanto convoglia l’attenzione verso tale manifestazione, per stavolta, attesa dal 22 al 25 ottobre, è anche un enorme murales certamente non fresco di pittura che giganteggia nel centro di Brescia, sfoggiando, in bella posta, l’intera sua estensione, secondo una visuale aperta ad una pubblica e diretta condivisione.

Si trova ubicato in vicolo dell’Ombra, nei pressi di corso Palestro, in uno di quei tratti urbani che, una volta girato l’angolo, fanno lasciare alle spalle gli intrecci di persone e di cose, nella dinamica frenesia di una differente dimensione, in altro modo proporzionata all’ampiezza ed ai richiami che vi si instillano sul posto, per le ragioni più disparate, anche dovute alla loro stessa ambientazione.

Non di meno, tale compenetrazione, in avvicendamento, va a riguardare il profilarsi di questo vicolo che, fra antiche vestigia di architetture evidentemente d’altri tempi, catalizza, per chi lo volesse, l’attenzione all’opera d’arte visiva che si esplica su una grande saracinesca, curiosamente presa in considerazione per la realizzazione di quell’interpretazione espressiva che reca omaggio all’accennata attrattiva automobilistica, quale sedicente rievocazione di una sua pregressa, in quanto storica, interpretazione interattiva.

La vicina indicazione di un passo carraio, con la segnaletica raffiguratavi per scongiurare che, sul luogo, qualcuno vi parcheggi innanzi, amplifica il nesso del murales con il mondo delle “quattro ruote”.

Per il resto, in una espugnata contestualizzazione vagamente esistenzialista, propria dei cosidetti “graffiti urbani”, si impone l’innegabile cifra dell’artista che, a tutta evidenza, ovvero mediante una rapida scorsa in veduta, pure sommaria e repentina, dell’opera stessa, pare sia Daniela Turotti, come risulta esservi scritto, insieme, in un’altra distinta parte del manufatto medesimo, al recare l’esplicitazione di “# art of sool”.

Mano decisa ed, a conti fatti esperta, anche nella padronanza sicura dell’uso dei colori, oltre che dei decisi tratti figurativi che, dai particolari, vanno all’insieme di elementi più generali, secondo un composito risultato pure evocativo di riferimenti locali, facendo in essi coesistere la soverchiante riproduzione della figura di un non meglio identificato meccanico d’auto, con tanto di chiave inglese in mano, e la rappresentazione di una altrettanto ipotetica “bellona”, intesa quale avventrice emula, nell’atto di sorbirsi un buon bicchiere, della consueta ed ormai insopprimibile movida in zona.

Quale zona? Quella di piazza Arnaldo di Brescia.

Oltre alla svettante comparsa simbolica del logo caratteristico, è centrale, in quest’opera dedicata alla “1000 Miglia”, il solenne porticato di quella che, un tempo, era la piazza del “Mercato dei Grani” e che, da parecchi anni, risulta essere denominata ufficialmente con l’appellativo di chi vi è monumentalizzato, stando di prossimità a viale Venezia dove la kermesse automobilistica ha il suo via.

Intanto, questo murales, per tacere di tali somiglianze e di aderenze nemmeno tanto lontane, famigliarizza con un’immagine caricaturalmente positiva e divertita della “1000 Miglia”, rendendone accomodante ed effettiva una possibile immedesimazione artisticamente trasognata ed intuitiva, rispetto alla sua narrazione, ispirata ad una corrispondente sintesi ricognitiva.

Sintesi personale, espressa a briosa fantasmagoria di peculiarità inneggianti ad una data iniziativa, spacciata da sempre per collettiva, che, in questa notevole proposta figurativa, reca pure omaggio a quell’epicentro cittadino che, da tradizione, sembra di solito taccia di Roma, in un risalto da prima fila, come se, quasi, il percorso della “1000 Miglia” non toccasse questa effettiva pertinenza capitolina, e sia, invece, prerogativa della sua sola città di partenza e di arrivo, in una, però, non indifferente e serpiginosa consequenzialità territoriale effettiva, che avoca a Brescia l’intera sequenza attrattiva del dipanarsi a protagonista di una proporzione tracciata nella sua gelosa ed accasata formula domestica costitutiva.