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Codigoro (Ferrara) – Una cucina, un bar, attività di sala e coltivazione di un orto: sono le tante possibilità offerte da “Vivere e coltivare autonomie”, progetto-pilota per la piena inclusione sociale e professionale di una dozzina di giovani adulti con disabilità.

Nato a Caprile, frazione di Codigoro, è stato elaborato dall’Asp del Delta Ferrarese: la gestione è affidata a Cooperativa Cidas.

Nello specifico si tratta del Centro socio-occupazionale per la disabilità Laboratorio Delta, il cui scopo è quello di assicurare il mantenimento e il potenziamento dell’autonomia di questi ragazzi con disabilità, agevolando il loro ingresso nel mondo del lavoro, in un ambiente protetto.

In senso più ampio, la finalità è quella del miglioramento della qualità della vita sia delle persone coinvolte sia delle loro famiglie, fornendo a tutti un sollievo, in particolare dopo l’anno di pandemia che ha visto la sospensione di vari servizi a loro dedicati.

A Caprile, i giovani, tutti residenti nei Comuni del distretto sanitario sud-est ambito del Delta Ferrarese, sperimentano la gestione di una cucina e di un’attività di ristorazione, oltre che la coltivazione di un orto.

Ad accogliere questa esperienza, i locali di un imprenditore locale che ha scelto di convertire la sua attività di ristorazione (la Locanda di Caprile) in uno spazio di inclusione: oggi è uno dei formatori del centro, un vero e proprio ‘maestro d’arte’. “L’idea – spiega Angela Petrucciani, direttrice dell’Asp del Delta Ferrarese – è nata da un confronto con i servizi sociali e con l’associazione Più Felici, che da tempo si occupa delle problematiche legate alla disabilità.

Tema della discussione, la situazione dei giovani disabili del territorio. Il confronto ci ha permesso di cogliere le precise istanze scaturite dai bisogni speciali di giovani adulti disabili”.

Da qui è nata l’idea di creare un servizio aggiuntivo per integrare e migliorare l’offerta del territorio. I ragazzi – indirizzati al centro da Asp, in sinergia con l’associazione Più felici – al centro acquisiscono le tecniche di gestione delle attività di un pubblico esercizio, dalla manipolazione degli alimenti, sino alle attività più complesse.

Dall’orto alla tavola, si occupano di tutto. Cucinano per i colleghi, per gli operatori, talvolta per i familiari.

“Sono orgogliosi e molto soddisfatti di questi primi giorni di impegno – spiega Cidas –. Sono già un bel gruppo, che si aiuta e sostiene”.

Il laboratorio-pilota, tra i primi in Emilia-Romagna nel suo genere, è aperto 3 pomeriggi alla settimana (lunedì-mercoledì e giovedì).

Si inserisce nella più ampia progettualità che l’Asp del Delta Ferrarese riserva a tutta la realtà distrettuale sud-est e punta a intercettare anche le risorse proprie del fondo per il Caregiver familiare.

“Questo laboratorio – commenta il sindaco di Codigoro, Sabina Alice Zanardi – fa da apripista a un’esperienza più ampia, in grado di conciliare bisogni speciali e mondo del lavoro, pubblico e privato, terzo settore e associazionismo, solidarietà ed inclusione sociale, rispetto dell’ambiente e promozione del consumo di prodotti biologici a chilometri zero”.

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