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Parco Archeologico di Seradina-Bedolina, Brescia. “A ciascuno il suo passo, Valle Camonica per tutti il motto del progetto per migliorare l’accesso al parco archeologico Seradina-Bedolina, parte del patrimonio Unesco delle incisioni rupestri, che sabato 27 aprile inaugura il percorso ad accessibilità migliorata per permettere la visita alle celebri incisioni.

Accessibilità, reversibilità, durabilità, conservazione, valorizzazione e leggerezza sono i principi che hanno regolato i micro-interventi realizzati all’interno del Parco Archeologico Comunale di Seradina-Bedolina e che verranno inaugurati il prossimo 27 aprile.

Il progetto, svoltosi sempre sotto la stretta sorveglianza di archeologi qualificati, ha riguardato in particolare il restauro conservativo della Roccia 1, il rilievo scientifico della stessa svolto da Alberto Marretta e una serie di micro-interventi che hanno migliorato l’accessibilità a questa area del parco.

Le pendenze naturali del versante, che superano anche il 25%, pongono alcuni limiti all’accesso delle carrozzine, accesso che potrà aver luogo comunque solo in presenza di un accompagnatore. Tuttavia le nuove opere consentono oggi a tutti di visitare in completa sicurezza la celebre “Mappa di Bedolina” e la Rosa Camuna. Si ricordi che la Mappa, pur essendo considerata da molti una fra le più antiche rappresentazioni topografiche al mondo e pur conservando uno dei migliori esempi di Rosa Camuna, era sino ad oggi difficilmente accessibile a causa della conformazione della superficie, della posizione e dell’assenza di adeguate protezioni.

Il nuovo intervento, progettato per essere completamente reversibile, permette da oggi a tutti i visitatori del Parco Archeologico di Seradina-Bedolina di poter osservare da vicino e in completa sicurezza la Mappa di Bedolina e la sua Rosa Camuna. Il nuovo percorso offrirà ai visitatori del Parco una vista inedita e meravigliosa su tutta la vallata, valorizzando insieme lo straordinario patrimonio storico culturale rappresentato dalle incisioni e l’eccezionale contesto paesaggistico e ambientale della Valle Camonica.

Un parcheggio riservato per disabili nei pressi dell’ingresso, alcune lievi correzioni delle pendenze e l’eliminazione delle asperità, realizzate con materiali naturali e completamente reversibili, conducono i visitatori dall’ingresso riservato di Bedolina fino alla Roccia 1. La Mappa di Bedolina è ora perfettamente visibile ed accessibile anche a persone con ridotte capacità motorie, grazie soprattutto ad una innovativa passerella in acciaio appoggiata al terreno e priva di punti di ancoraggio sulla roccia, quindi perfettamente rimovibile.Il Parco Archeologico Comunale di Seradina-Bedolina viene istituito nel 2005 e, collocato sul versante idrografico destro del fiume Oglio, raccoglie al proprio interno rocce incise principalmente a cavallo dell’Età del Bronzo (2000 a.C) e dell’Età del Ferro (1000 a.C). Oltre che un Parco Archeologico quest’area può ben essere definita una piccola nicchia naturalistica: il Parco rappresenta infatti anche un micro ecosistema.

La struttura in acciaio, realizzata ed installata dal Consorzio Forestale Valle Allione in collaborazione con l’impresa Metal Camuna srl, è stata progettata dall’architetto Gherpelli utilizzando la tecnologia della progettazione BIM, basata su un rilievo tridimensionale realizzato con drone, che ha permesso di ricostruire con perfezione millimetrica la conformazione della superficie rocciosa. L’acciaio, che in questo caso è protetto con zincatura e verniciatura di ultima generazione al fine di garantire la massima durabilità e la perfetta protezione della roccia sottostante (anche se non incisa), ha consentito l’utilizzo di spessori strutturali ridottissimi, pochissimi punti di appoggio e, di conseguenza, una elevata leggerezza complessiva, tutti elementi necessari per favorire un inserimento paesaggistico delicato ed essenziale.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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