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Itinerario in bicicletta nella golena del Po cremonese e nel Polesine parmense tra cascinali, campi, piccole riserve naturali, stagni, museo paleontologico, castelli e scorci meravigliosi sul grande fiume. Una lunga biciclettata, ma facile, sull’argine maestro, dove ogni angolo ripaga la fatica.La partenza e l’arrivo non poteva essere che dalla bellissima piazza Duomo di Cremona, giusto il tempo per farci incantare dalla meravigliosa armonia della piazza e partiamo per l’itinerario imboccando via Vittorio Emanuele II e poi la ciclabile di viale Po sino alla rotonda stradale. Qui a sinistra verso via del Sale, che possiamo raggiungere abbassandoci nel grande piazzale alla nostra sinistra e attraversando il parco, evitando in traffico della statale. (per coloro che vogliono rimanere fuori città qui si trova un ampio parcheggio).La via del Sale ci immette direttamente sulla ciclabile “Golena Po”, siamo sull’argine maestro, qualche pedalata e il silenzio accompagna il nostro viaggio. Dopo qualche chilometro la ciclabile si divide, quella del “paesaggio del Po e del Morbasco” prosegue diritta, mentre la nostra “golena Po” gira a destra e si immette in un piazzale. Imbocchiamo la piccola pista sterrata alla destra che fiancheggia un percorso vita e ci regala una bella vista sul maestoso fiume. Alla fine del percorso vita la piccola sterrata scende quasi al fiume, ma non è consigliabile specialmente dopo piogge o piene, quindi pieghiamo a sinistra e raggiungiamo una comoda strada sterrata che porta al ristorante Lido Ariston.La ciclabile ridiventa asfaltata passa al fianco di alcune abitazioni e raggiunge di nuovo l’argine maestro. Da notare che le abitazioni sono sollevate dal piano terra che funge da garage e da sostegno di tipo palafitticolo in caso di piene. La nostra ciclabile prosegue sulla destra, mentre la strada provinciale porta a Stagno Lombardo. Il toponimo la dice lunga sulla zona disseminata da tonde pozze d’acqua stagnate che chiamano “bodrio”, caratteristico stagno golenale. Il Bodrio delle Gerre lo incontriamo ben segnalato sulla nostra via, si accede facilmente da un osservatorio ornitologico. Tondo e coperto da una verdissima vegetazione galleggiante ricorda una dolina del Carso.Il nastro asfaltato si insinua nella pianura, ci regala una magnifica vista sui campi in coltivo, una scacchiare di verdi intensi dei prati e del mais che si incrociano con l’oro del grano e dell’orzo. I grandi cascinali sono piccoli villaggi nel verde, dalla tipica architettura lombarda in cotto, con palazzo padronale, case coloniche e le grandi stalle dove le vacche stanno immobili nei caldi pomeriggi d’estate. Non è difficile veder appesi ad asciugare sari indiani color zafferano, o lavoranti coronati da turbanti e barbe nere, da anni il ciclo della mungitura nelle stalle e molti lavori delle campagne sono gestiti da indiani o da pachistani.La strada poco trafficata fiancheggia le grandi cascine, ben segnalata dalla freccia “golena Po”, dopo qualche chilometro risale sull’argine Sommo, a destra per raggiungere San Danile Po, sede del museo Naturalistico Paleontologico. Fondato nel 1998 per opera del Gruppo Naturalistico Paleontofilo e del Comune di San Daniele Po, il museo rappresenta un’importante realtà del patrimonio culturale cremonese. Cinque sezioni compongono attualmente il complesso espositivo del Museo garantendo un ampio quadro di preistoria padana, un percorso spazio-temporale che dall’uomo si spinge fino alle origini della vita. Il reperto più importante conservato in museo è “Pàus”, l’unico osso frontale di Homo neanderthalensis rinvenuto in Pianura Padana. La visita richiede almeno un’ora per informazioni e orari: www.museosandanielepo.com .Riprendiamo la ciclabile sull’argine e dopo poco siamo a Isola Pescaroli, il lungo ponte sul fiume Po ci sbarca nel Polesine parmense. Alla fine del ponte imbocchiamo la ciclabile sull’argine maestro a sinistra per raggiungere Roccabianca. Con questa deviazione allunghiamo il nostro itinerario di otto chilometri, ma il quattrocentesco castello e la piccola piazza vale la fatica aggiunta.Ritorniamo sui nostri passi rimanendo sull’argine, anche se altri segnavia ci indicano percorsi alternativi. Proseguiamo sull’argine maestro in direzione di Zibello seguendo la segnaletica: “bici Parma Po”. Famosa per il culatello, pregiato salume della ricca cucina parmense, Zibello è anche arricchito da una bella piazza con portici e fregi in cotto lombardo, oltre che luogo per una sfiziosa sosta per rifocillarci. Proseguendo sull’argine raggiungiamo Polesine Parmense, il paese è molto vicino al grande fiume, difeso dal solo argine ha vissuto momenti di paura con le grandi piene.Qualche chilometro più avanti seguiamo l’indicazione Ongina, in centro al piccolo paese a sinistra un ponticello attraversa il torrente Arda, in nostro itinerario prosegue sulla sinistra: “ciclabile Via Po”. Nel raggiungere Villanuova sull’Arda ci accompagnano grandi frutteti, in paese un paio di chioschi vendono la frutta di stagione. Seguiamo la segnaletica per Sorza, dopo la chiesa la strada a destra esce dal paese e risale sull’argine. Proseguiamo a sinistra verso Castelvetro Piacentino, dopo poco il ponte di ferro appare sull’orizzonte. Non lasciamo la ciclabile che prosegue sul ponte del Po e ci riporta sulla ciclabile cittadina di viale Po per raggiungere la fine dell’itinerario in piazza Duomo, cuore di Cremona.

Itinerario: facile

Km totali: 75

Km di sterrato: 4

Km su ciclabile: 65

Km su strada carrozzabile: 6

Ore: 6/7 compresa la visita al museo

Adatto a qualsiasi bicicletta

Terreno: pianeggiante

Acqua e cibo: facilmente reperibile nei vari paesi

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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