Colorno (Parma) – Le attività del Centro di educazione alla sostenibilità ambientale Cidiep, Centro di informazione, documentazione, educazione ambientale e ricerca sull’area padana, promosso dalla Province di
Parma, Piacenza e Mantova e che “per anni si è occupato con competenza e passione dei temi legati all’ecosistema del fiume Po”, saranno prese in carico e ripristinate, dopo la chiusura nel 2013 “a causa della scarsità sempre maggiore dei fondi”, dalla Regione Emilia-Romagna.

Così ha stabilito il Programma di informazione e educazione alla sostenibilità per il triennio 2014-2016, approvato a maggioranza nell’ultima seduta dell’Assemblea legislativa. Nella linea di intervento “Educazione al territorio del fiume Po e della costa adriatica dell’Emilia-Romagna”, la Regione si impegna a “mantenere attivo l’interesse sul tema realizzando azioni del programma ‘Un Po di sostenibilità’ individuate come prioritarie” e a “mantenere la collaborazione con l’Autorità di bacino del fiume Po”, oltre che “verificare la possibilità da parte di uno o più enti associati di raccogliere il testimone del Cidiep”.

Se ne occuperanno il Servizio risorse idriche e il Servizio parchi e risorse forestali della Regione, anche sfruttando le opportunità offerte dai bandi europei, perché è molto importante non perdere l’esperienza accumulata negli anni dal Cidiep, gestore di una estesa rete di relazioni promuovendo lafinalizzata alla promozione della sostenibilità ambientale nelle istituzioni e nelle scuole.

Tra gli altri obiettivi del programma Infeas, “attivare nuove alleanze con i mondi della green economy, delle associazioni ambientali, di quelle dei consumatori e del volontariato sociale per la promozione dell’educazione e delle buone pratiche sostenibili”; “promuovere l’educazione permanente per tutte le fasce di età”; “consolidare la Rete dell’educazione alla sostenibilità (RES) e i processi di coordinamento e integrazione di strutture, funzioni e progetti del sistema regionale”; “operare sempre più con azioni di sistema e progettualità fortemente integrate rispondendo ai bisogni educativi connessi con le principali programmazioni regionali e locali”; “accrescere e valorizzare le competenze degli operatori come fattore strategico di qualità dell’educazione” e, infine, “diffondere l’attenzione al genere e alle diversità, nelle azioni e nei linguaggi di tutte le attività di educazione alla sostenibilità”.