Reggio Emilia – Era stato annunciato: “A FestaReggio non mancheranno gli ospiti internazionali”. In mente gli organizzatori avevano un premio Nobel di peso.

Tra gli appuntamenti che vanno a caratterizzare maggiormente il programma politico e culturale di questa lunga festa c’è sicuramente quello con Leo Hoffmann-Axthelm (8 settembre), premio Nobel per la Pace 2017.

Una presenza voluta fortemente, sicuramente per il prestigio della figura, ma anche per l’opportunità politica che questo ragazzo che non ha ancora 30 anni offre: tornare a mettere l’accento su uno dei temi che da sempre caratterizzano la sinistra internazionale, pace e disarmo.

Leo Hoffmann-Axthelm
Leo Hoffmann-Axthelm

Da Bruxelles a New York passando per Buenos Aires, fino ad arrivare al palco del premio Nobel nel 2017 e oggi a FestaReggio. Nell’anno di Donald Trump e Kim Jong-un, Leo Hoffmann-Axthelm – madre italiana e padre tedesco, nato a Malamocco, una piccola località del Lido di Venezia –  riceve come fondatore di ICAN, acronimo di International Campaign to Abolish Nuclear Weapons – Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari, il più prestigioso riconoscimento per l’impegno a favore della pace mondiale. Ican è un’associazione non governativa che da dieci anni si batte per il disarmo nucleare, evidenziando rischi e paradossi della corsa al missile.

Leo Hoffmann-Axthelm porterà in città la Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari una realtà che oggi raccoglie oltre quattrocento gruppi di più di cento nazioni differenti, nata in un appartamento di Berlino, dalla fervente convinzione di Leo Hoffmann-Axthelm e del suo coinquilino.

Al mondo ci sono 15mila armi nucleari: obiettivo della campagna Ican è quello di avviare negoziati per la loro progressiva e definitiva eliminazione. Proprio Hoffmann-Anxthelm e Ican sono stati determinanti quando nel luglio del 2017 l’Onu ha adottato il nuovo trattato per la messa al bando delle armi nucleari, che entrerà in vigore quando 50 Stati lo ratificheranno.