Ferrara – Via libera dalla Fondazione Acaref – che Cassa Padana sostiene sotto varie forme fra contributi economici, eventi e cene di beneficienza – al finanziamento di un progetto di ricerca presso il Dipartimento di Scienza Vita e Biotecnologia dell’Università di Ferrara sull’Atassia spinocerebellare (SCA), una malattia neurologica che provoca disordine dell’equilibrio attraverso la degenerazione delle cellule del cervelletto.

Il problema a sua volta coinvolge il movimento degli arti inferiori e successivamente superiori, muscoli e linguaggio.

Sono passati tre anni dalla costituzione della Fondazione A.C.A.RE.F. Onlus, organizzazione di partecipazione che vede coinvolti 15 soci fondatori e partecipatori e che Cassa Padana sostiene fin dall’inizio delle sue attività.

Tre anni a fianco della disabilità, degli anziani e di una malattia neurologica disabilitante, l’Atassia spinocerebellare. Su queste realtà,la fondazione ha organizzato, raccolto, e progettato soluzioni per dare risposte concrete alla comunità.

Nel 2013 è stato finanziato un progetto per l’autonomia che ha interessato un gruppo di giovani ragazzi con diversa abilità, dove gli stessi, seguiti da tutor, hanno maturato nel corso di alcuni mesi competenze e manualità nel costruire, decorare e confezionare articoli da regalo.

Non solo: questi ragazzi sono stati coinvolti in attività ludiche e di socializzazione nella comunità locale. Questo è stato il primo passo sulla strada della solidarietà sociale che la fondazione vuole perseguire.

Nel 2014 e nel 2015 oltre alla disabiltà, la fondazione ha concretamente sviluppato un progetto di assistenza per anziani socialmente svantaggiati e per persone affette da patologie neurologiche.

Nelle aree di Ferrara, Rovigo,Mantova e Verona, sono numerose le persone affette da Atassia Spinocerebellare che necessitano di assistenza e che sono entrate in contatto con la fondazione grazie al sito internet ospitato sui server di Cassa Padana.

L’Atassia spinocerebellare (SCA) è una malattia neurologica che provoca disordine dell’equilibrio attraverso la degenerazione delle cellule del cervelletto, problema che a sua volta coinvolge il movimento degli arti inferiori e successivamente superiori, muscoli e linguaggio. Purtroppo, come per molte patologie di questo genere, non esistono cure efficaci, ad eccezione della terapia genica.

Per questi malati vengono organizzate attività di musicoterapia e massofisioterapia: la prima è una terapia innovativa, in quanto è indicata per il mantenimento e la coordinazione del linguaggio, la massofisioterapia e più in generale la fisioterapia è indicata per il mantenimento dell’abilità residua.

Le iniziative adottate per aiutare queste persone spesso non sono sufficienti a garantire loro una speranza di vita. C’è bisogno di trovare una cura per l’atassia.

E’ questo il motivo per cui la fondazione, a solo tre anni dalla costituzione, ha deciso di finanziare un serio progetto di ricerca presso il Dipartimento di Scienza Vita e Biotecnologia dell’Università di Ferrara, con un impegno economico di oltre 40.000,00 euro, con la consapevolezza che dovrà essere rinnovato per i prossimi anni.

In attesa di una cura efficace, la fondazione continua a essere impegnata nel portare ai malati un valido aiuto negli atti quotidiani della vita, coinvolgendo numerosi volontari che si spostano dalla sede di Ferrara a Sermide, Villa d’Adige, Menà, Badia Polesine,Rovigo: decine di chilometri di trasferta per ragazzi che svolgono questo volontariato con gioia, felici di dare un piccolo ma importante contributo alla vita quotidiana di persone meno fortunate.

Basta poco: a volte anche solo l’ascolto dei piccoli problemi di tutti i giorni è sufficiente per regalare un sorriso.