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Castello di Padernello, Brescia.Qui al Castello anche chi non vuole incontrare un quadro dipinto, anche solo per caso, si può imbattere nella infinita poesia della pittura di Rina Soldo, anima ed artista metafisica per assenze umane, scrittrice di immagini poeticamente risolte e assolute. La pittura di Rina Soldo è un colorare fatto senza figure umane, assenze volute per non sporcare di inutili rumori il silenzio delle sue grosse tele.

Qui al Castello puoi viaggiare nella colta visione di un’ Odissea lasciata affiorare dal delicato e sapiente modo di dipingere di Giovanni Repossi; “il Professore”, il saggio maestro di Brera, il condottiero silente e nobile dalla bianca barba.”

Con queste poetiche parole, di chi come Gian Mario Andrico nell’arte intinge l’animo, introduce alla mostra “Un spiraglio di luce un battito d’ali” che sabato 17 settembre, ore 17,30, inaugura al Castello di Padernello, proseguirà per il pubblico sono al 12 dicembre. Una mostra dedicata ai pittori Rina Soldo e Giovanni Repossi, dal titolo accattivante: un soffio di luce un battito d’ali. In esposizione 60 opere pittoriche dei due artisti clarensi (Rina Soldo 1899 – 1982. Giovanni Repossi 1929 – 2012). Progetto della rassegna ad opera del critico d’arte Maurizio Bernardelli Curuz, dello scrittore Tonino Zana e di Gian Mario Andrico. Allestimento mostra dello scenografo Giacomo Andrico della Direzione Artistica del Castello di Padernello.

“L’idea nasce da una nostra personale riflessione -dicono gli autori- una considerazione che non si può annoverare tra le felici, anzi è triste: l’uomo non ricorda, dimentica e non ha memoria. La tal cosa si fa grave allorquando non si ha nemmeno memoria dei creativi, degli artisti e dei poeti come la Soldo e Repossi…”.

Eppure Rina Soldo partecipò a mostre importanti e vinse, nella prima metà del XX secolo, premi nazioni e internazionali, lavorò con artisti come De Pisis, Pio Semeghini e Seivezzi. Repossi è stato pittore, professore e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Non sono stati, però -secondo gli autori- adeguatamente ricordati e valorizzati per quello che meritano. La mostra di Padernello quindi intende colmare una lacuna, vuole ridare a questi creativi il ricordo che meritano.

L’esposizione rimarrà aperta per circa tre mesi: settembre-dicembre, con un apparato espositivo notevole, scenograficamente interessante e in sintonia con le atmosfere evocative che il Castello di Padernello emana attraverso i suoi muri antichi di secoli, ricchi di storia e di memoria.

Padernello è luogo per racconti al fuoco, un posto d’incontro, e vuole essere un ristoro per anime. Questa la sua vera funzione sociale e culturale. Ecco quindi la proposta d’esporre opere di Repossi, il “professore”, il saggio maestro di Brera, il condottiero nobile dalla bianca barba, guida per tutti quei giovani della nostra provincia che hanno vissuto l’Accademia di Brera come un sogno romantico, carico di classicismi e di tutti gli altri “ismi” del Novecento. E tele di Rina, anima metafisica per assenze umane, scrittrice d’immagini poeticamente risolte e assolute. Un arte, la sua, che colora senza sporcare, è priva d’inutili rumori, dove non esistono parole vane, gesti sbagliati.

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