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Brescia – Un’apposita pubblicazione per riflettere sul momento che passa.  Specialmente quando l’avverarsi di una solenne ricorrenza si amplifica nello scibile dei molteplici significati che sono legati ad una medesima contingenza. In questo caso, trattasi delle festività natalizie alle quali un articolato contributo editoriale, eseguito a più mani, ha corrisposto la traccia perenne per una condivisione di contenuti, documentati sulla carta stampata.

Vari disegni, tratti dal repertorio artistico del sacerdote bresciano don Luigi Salvetti, impreziosiscono la pubblicazione, intitolata “Nel cuore della vita”, promossa da mons. Osvaldo Mingotti, parroco emerito della “parrocchia dei Santi Nazaro e Celso” di Brescia e distribuita secondo la veste grafica realizzata dalla “Com & Print srl”.

Anche in occasione del Natale che delimita nel nuovo anno incipiente l’avvicendarsi del 2019 in un tempo liturgico confacente, un’insieme di riflessioni, rispettivamente proposte sia da laici che da sacerdoti, genera il riverbero di un riscontro d’analisi su questo periodo, contraddistinto da un forte richiamo del trascendente.

I testi sono di don Eraldo Facassi, Gianfranco Grasselli, mons. Osvaldo Mingotti, Angelo Onger, don Giancarlo Pianta, don Luigi Salvetti, don Gabriele Scalmana e don Giuliano Venieri.

“(…) Quale modo più splendido di festeggiare il Natale, se non quello di far nascere Gesù in noi?”, si chiede mons. Mingotti, nel suo contributo introduttivo all’opera monografica.
Un’opera illustrata che snocciola, in ventisei pagine, un’elencazione di ispirazioni, argomentate da differenti punti d’analisi, per modellare, attorno al rinnovarsi del retaggio natalizio, una progressione di concetti, volti ad approfondire il valore della vita, nel profilo dell’esistenza, decifrata alla luce della fede in Dio della quale il Natale, per il mistero dell’incarnazione messianica, ne costituisce una peculiare ed evocativa sollecitazione emblematica.

“(…) Una fede concepita dentro la vita e che realizza l’uomo, una fede che entra nella realtà degli uomini e della storia, che cresce nella comunità e la costruisce”: si legge, fra l’altro, nella pubblicazione dove, esplicita pure con il dato di fatto che “la visione cristiana dell’uomo illumina i vari momenti dell’esistenza: l’origine, il cammino, la conclusione della vita”, appaiono, altresì, manifesti i pensieri cardine che “nella religione, il gruppo rivive il senso di unità che deriva dall’avere un’unica origine e un comune destino e rinsalda la propria omogeneità e le forme di solidarietà”, contestualmente alla raggiunta consapevolezza che “Se l’esistenza di Dio è un mistero, un mondo senza Dio è un assurdo”, tenendo anche presente, a margine di tale conclusione, che “la visione cristiana di Dio valorizza il risultato di tutta la ricerca umana, ma perviene alla conoscenza piena ed esclusiva della realtà divina, attraverso i dati di una conoscenza rivelata”.

“Questa fede consiste nell’accogliere Cristo in modo tale che la sua parola e la sua vita diventino il modello su cui costruire la propria vita”, in quella temporalizzazione fattiva della quale la pubblicazione riferisce nel capitoletto dal titolo “Parole scritte nella storia e nell’eternità”, anche significativo per il ribadire alcuni dati principali: “(…) La somma di queste esperienze religiose è stata affidata a una serie di scritti che per l’umanità rappresentano un patrimonio unico: la Sacra Bibbia. I libri che la compongono costituiscono due blocchi: il Vecchio e il Nuovo Testamento. Il Vecchio Testamento in 46 libri, dei quali 39 scritti in ebraico e 7 in greco, di stile letterario diverso, narra la fede del popolo ebreo; il Nuovo Testamento, in 27 libri scritti in greco: 4 Vangeli, Atti degli Apostoli, 21 Lettere, Apocalisse, parla di Gesù Cristo e della vita dei primi cristiani (…)”.

In questa ispirata matrice valoriale, aperta al soprannaturale, punto fermo dell’irraggiamento di alcune considerazioni, pure ad essa correlate, è che “E’ in Cristo “Via, Verità e Vita”, infatti, che gli uomini trovano la pienezza della vita religiosa”, quale esperienza da connettere alla realtà ecclesiale, in quanto “Chiunque vuole accedere al significato pieno della Bibbia deve fare riferimento alla vita e all’interpretazione della Chiesa, perchè il messaggio biblico non può essere compreso se non è anche vissuto con la comunità”.

Anche in relazione a questo aspetto di inscindibile appartenenza, le tre pagine d’appendice, dedicate ai testualmente espressi “I miei auguri al vescovo Pierantonio”, secondo il pensiero sottoscritto da don Giancarlo Pianta, rimandano all’auspicio rivolto al presule bresciano Tremolada, successore di mons. Luciano Monari, che “(…) lei deve stare con i piedi per terra, nella terra bresciana e quindi augurarle di essere fecondo fra di noi significa, prima di tutto, aiutarla a capire su quale terreno lei cammina”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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