Mi scrive Tulipano
Cara Anna, le vorrei chiedere in consiglio in tema di educazione sessuale di bambini. E’ un tema che mi mette in particolar modo in difficoltà, ma purtroppo forse è giunto che venga affrontato o comunque che non mi trovi impreparata di fronte a domande legittime di mio figlio.

Ho un bambino di sette anni e qualche volta è accaduto che in un contesto di gioco o volendo scherzare parlasse di ‘fare sesso’. Sinceramente sono rimasta abbastanza scioccata al momento. Sicuramente questa espressione l’ha colta dai compagni di scuola o dagli amici, perchè in casa non respira un atteggiamento sfacciato in relazione alla sessualità.

Chiaramente non sa il significato dell’espressione e di conseguenza nasce la domanda ‘Mamma, cosa vuol dire?’.
Ho furbamente dribblato la risposta e chiedo a lei in quale modo sarebbe opportuno affrontare la questione.

Inoltre, un pò di tempo fa andando a casa di una sua amica, l’amica gli ha chiesto di spogliarsi e lui l’ha fatto. E’ un bambino timido e che si lascia molto condizionare dagli altri. Dopo qualche giorno, turbato, mi ha raccontato l’accaduto. Si trattava, ovviamente di un gioco, ma questo mi ha fatto riflettere su come sia importante iniziare ad affrontare con lui l’argomento, anche per fornirgli gli strumenti di difesa necessari.

Perchè, per quanto si cerchi di essere sicuri che le situazioni in cui si trova siano sotto controllo, purtroppo la certezza non si può avere.
Saluti Cordiali e un sincero grazie
Tulipano

===========================

Risponde Anna Grasso Rossetti
Dai 5 anni in su, la curiosità sessuale può mettere in imbarazzo gli adulti che accudiscono il bambino. Quella che è semplicemente una richiesta di delucidazioni, può far arrossire mamme e nonne e parenti vari.
Tulipano si rende conto di avere messo al mondo un bimbo intelligente?

Chi fa domande di questo tipo indica che:

  • a scuola, o nella vita di gruppo, qualcuno ha ascoltato o visto (TV !!!!) parole o scene riguardanti la sessualità. Chi mi conosce sa quanto io predichi incessantemente contro i programmi televisivi propinati con inserzioni becere, con parole ambigue o fin troppo chiare.
  • l’amichetta (che l’ha fatto spogliare) è certamente più “scafata”…ma dove ha imparato? Teniamo presente che una normale curiosità sulla diversità degli apparati genitali esiste fin dai 2/3 anni. Qualcuno, come l’intraprendente ragazzina, va oltre. Ma non per questo non è da frequentare. Piuttosto, Tulipano spieghi al bambino che ci sono persone molto invadenti, e che a questa richiesta si può dire di NO.
    E che è assolutamente imperativo, questo NO, se è un adulto (al medico è permesso: ma le visite sono con la mamma, no?) che chiede di vedere come è fatto sotto i vestiti.

Per quanto l’educazione sessuale in casa sia contenuta, un minimo di informazione sul fatto che i bambini non nascano sotto i cavoli, credo sia doverosa.

Vi sono pubblicazioni semplici, adatte all’età di questo cucciolo, che tolgono ai genitori l’imbarazzo (del resto comprensibile) di spiegare il tutto. Quando il bambino SA, capisce. E, a volte, ad ulteriori spiegazioni si annoia pure…

E’ quando pensa che ci siano nascondimenti, paure o mistero che la sua voglia di indagare aumenta. Quindi: fiondarsi in libreria e acquistare la più semplice e scarna pubblicazione e spiegare che “fare sesso” vuol dire quello lì.

La differenza tra fare sesso e fare l’amore può, anch’essa, essere spiegata con una semplice frase: “Meglio dire “fare l’amore”, perchè queste cose si fanno QUANDO GLI ADULTI SI VOGLIONO BENE”…instillando in un colpo solo il concetto di affetto/amore di QUEL tipo, ma solo tra ADULTI.

Anna Grasso Rossetti
Dopo l'insegnamento mi sono dedicata alla libera professione di: psicologa, perito grafico, esperto del segno presso i Tribunali, docente di psicologia della scrittura, di comunicazione fattiva e tecniche di rilassamento, consulente in Sessuologia, psicologa dello Sport. Sono iscritta al Collegio Lombardo Periti Esperti e Consulenti.