Tempo di lettura: 2 minuti

« João Gilberto: Tom, e se tu scrivessi una canzone
che ci possa dire
raccontare che cos’è l’amore?
Tom Jobim: Vedi Joãozinho, non saprei
fare poesia senza Vinicius…
Vinicius de Moraes: Perché si possa realizzare questa canzone,
magari ci fosse João a cantarla.
João Gilberto: Ah, ma chi sono io? Io non sono bravo come voi.
Ma se la cantassimo tutti e tre…
E tutti e tre: Guarda che cosa bellissima, così piena di grazia […] »

Secondo la versione più diffusa della storia, il poeta Vinicius de Moraes e il compositore Antonio Carlos Jobim trassero l’ispirazione per la canzone nel periodo in cui i due frequentavano, pare assiduamente, un locale di Rio de Janeiro sul litorale di Ipanema, il Veloso, in Rua Montenegro, davanti al quale passava regolarmente una giovane e bella ragazza nel suo tragitto tra casa e scuola.

La giovane colpì talmente de Moraes che il grande poeta decise di dedicarle dei versi, quasi un inno alla bellezza della donna brasiliana.

La “musa” di Jobim e de Moraes, che il  7 luglio ha compiuto 70 anni, si chiamava Heloísa Eneida Menezes Pais Pinto, o più brevemente Helô, e abitava poco distante dal Veloso, al numero 22 di Rua Montenegro. Quando la videro, aveva 15, 16 anni. Ed era ovviamente una grande bellezza.

La canzone ebbe un successo senza eguali. E furono centinaia di cantanti che ne fecero una propria versione. Si dice che ne esistano almeno 600 della Garota de Ipanema, cantata in tutte le lingue del mondo.

Eccone alcune. 

CONDIVIDI
Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *