Casteldidone (Cremona). Un ambizioso progetto per la costruzione di una “BIOcomunità” nell’Oglio Po, attorno al nuovo pastificio Iris a Casteldidone e in sinergia con le realtà del territorio, è stato selezionato insieme ad altri 5 progetti nell’ambito del piano di “Interventi emblematici maggiori” 2015 finanziati ogni anno da Fondazione Cariplo per un totale di 7 milioni di euro.

Fondazione Iris è capofila del progetto intitolato “BIOcomunità. Integrazione sociale e culturale, economia solidale, agricoltura biologica, per una comunità ambientale innovativa”: un progetto con un budget complessivo di 5 milioni di euro, che riceverà un contributo di 1 milione 540 mila euro da Fondazione Cariplo e 660 mila euro da Regione Lombardia.

Il progetto si pone l’obiettivo di “promuovere nell’Oglio Po il cambiamento verso l’integrazione sostenibile tra qualità della vita, ambiente ed economia locale”, e per farlo parte dal modello della Fondazione Iris e dal piccolo Comune di Casteldidone – 600 abitanti -, dove si sta costruendo il nuovo pastificio biologico Iris.

Accanto al pastificio, sorgerà una scuola materna al 100% ecologica, la “torre tonda” – un edificio polifunzionale per attività di ricerca, formazione, informazione e divulgazione sull’agricoltura biologica e gli stili di vita naturali -, e un parco pubblico con un bosco per ipovedenti.

Dalle piccole comunità solidali prende avvio oggi un grande progetto di riconversione del territorio spiega Maurizio Gritta, presidente di Fondazione Iris -, che guarda alla sostenibilità e alla cura della Madre Terra, per garantire alle future generazione uno spazio di vita sano ed ecologico. Il progetto di BIOcomunità va in questa direzione: un sogno reso possibile solo grazie alla cooperazione tra diversi soggetti, uniti nel voler offrire un servizio al territorio e nell’essere da stimolo per altre comunità che si vogliano mettere in discussione”.

Ciascun soggetto coinvolto nel partenariato si occuperà di sviluppare una parte del progetto, guardando sempre al bene comune.

La Fondazione Istituto Ospedaliero di Sospiro onlus utilizzerà l’ortoterapia per il benessere delle persone con disabilità;

la Fondazione Ospedale Giuseppe Aragona Istituto Geriatrico e Riabilitativo onlus lavorerà sull’opportunità terapeutica dell’orticoltura biologica e sull’attività motoria in acqua;

il Crefis – Centro di ricerche economiche sulle filiere suinicole – dell’Università Cattolica del Sacro Cuore svolgerà studi di fattibilità e attività di supporto alla filiera biologica;

l’associazione sportiva dilettantistica Interflumina si occuperà della sensibilizzazione sull’attività motoria e la corretta alimentazione;

l’Unione lombarda dei Comuni Foedus, infine, seguirà attività di educazione sugli stili di vita sostenibili nelle istituzioni pubbliche e la realizzazione di un percorso ciclabile connesso alla Fondazione Iris a Casteldidone.

“È significativo che un progetto giudicato emblematico da Fondazione Cariplo sia promosso in un Comune di soli 600 abitanti come Casteldidone”, aggiunge Carlo Vezzini, presidente della Provincia di Cremona.

“Ma Fondazione Cariplo ha subito creduto nel progetto per l’attualità del tema che affronta – la tutela dell’ambiente, le nuove generazioni, l’inclusione sociale -, per il partenariato che lo sostiene, per la capacità del progetto di essere autosostenibile nel tempo e per la potenzialità di funzionare da start up per altre progettualità simili”.

Sono coinvolte nel progetto anche numerose altre realtà territoriali: Rotary Club Casalmaggiore Oglio Po; Comune di Sospiro, con la Pro Loco, la parrocchia e l’associazione El Muroon; Concass; Parco Oglio Sud; i Comuni di Tornata, San Martino dal Lago, Calvatone, Solarolo Rainerio; l’Unione lombarda dei Comuni Piadena e Drizzona; l’Unione lombarda dei Comuni Palvareta Nova; Confcooperative Cremona.

Con i finanziamenti “emblematici maggiori” Fondazione Cariplo sostiene ogni anno interventi di particolare importanza non solo economica, ma anche simbolica.

“In questo senso, il progetto di BIOcomunità è stato capace – sotto la guida di Fondazione Iris – di raccogliere le sensibilità del territorio verso un progresso economico capace di rispettare la natura, per restituire alla comunità salute, benessere e solidarietà”, spiega il presidente del Gal Oglio Po, Stefano Alquati.

“Il biologico è il tema che dà il nome al progetto ed il suo cuore pulsante: è un motivo che accoglie la vita e la restituisce alla comunità per il bene comune. È questa l’innovazione che vogliamo attivare sul territorio, valorizzando le nostre differenze e interdisciplinarietà”, conclude Maurizio Gritta.

Per chi fosse interessato a saperne di più, venerdì 18 marzo, a Milano, puoi incontrare Iris a Fa’ la cosa giusta, nell’ambito della “Scuola delle Buone pratiche”, dalle 14.30 a Fieramilanocity.

La Scuola delle Buone pratiche, per amministratori pubblici e cittadini attivi che vogliono condividere le buone pratiche della pubblica amministrazione, fa il punto sulle condizioni che possono tenere le persone lontane dal gioco d’azzardo, di cui ci siamo occupati a lungo negli ultimi anni: le relazioni personali, il prendersi cura gli uni degli altri, il partecipare insieme alla vita delle città e dei paesi.

Una delle relazioni sarà dedicata alla “Food strategy” che rigenera territorio e comunità: piano del cibo per lo sviluppo sociale ed economico: lotta agli sprechi alimentari, sostegno alla riscoperta di antichi saperi, innovazione produttiva.