Cremona. Diocesi, Comune, Uniti per la provincia di Cremona, Forum del Terzo Settore, il mondo del sociale uniti, insieme, per aiutare meglio e di più le persone e soprattutto le famiglie che hanno più fragilità. Un segno di concreta speranza e di comunità. Nei giorni scorsi si sono incontrati per capitalizzare il “bene” che si è riusciti ad esprimere in questa emergenza e, fuori dall’ottica emergenziale, per decidere di integrare percorsi e progetti, pubblico e privato, mettere a sistema tutte le azioni per arrivare in modo efficace ed efficiente a più persone, rispondendo alle nuove domande, fornendo tutte le opportunità senza sovrapposizioni.

Il sistema territoriale si impegna ad aumentare i luoghi di ascolto delle persone e di orientamento, decentrandoli nella città e scegliendo gli spazi e i riferimenti che sono più riconoscibili e accessibili per i cittadini. Si impegna a trovare nuove forme anche digitali per mettere in rete i servizi e raccogliere esigenze e necessità per nuovi servizi. Si impegna a sostenere insieme e con maggior efficacia singoli e nuclei famigliari che necessitano di alimenti, beni di prima necessità, supporto nel pagamento delle utenze e degli affitti e, attraverso un lavoro congiunto, si impegna a creare opportunità di sostegno all’inserimento lavorativo.

La prossimità con i cittadini e il loro ascolto permetterà anche di far emergere situazioni di fragilità legate ai carichi di cura e di improntare risposte adeguate per ciascuno. Restano sempre attivi i numeri telefonici, i canali on line e i luoghi fisici che in queste settimane moltissimi nostri concittadini hanno usato e frequentato per avere aiuti e sostegni. Ma questa azione comune, questa alleanza tra le realtà che si sono incontrate desidera rendere ancora più efficienti la risposta e l’aiuto anche con nuove proposte. Un segno di una comunità unita e coesa nella vicinanza a tutti i cittadini, perché nessuno rimanga indietro.

L’epidemia che ha colpito la nostra città è stata un vero e proprio shock non solo dal punto di vista sanitario, ma anche per il sistema di welfare. L’emergenza sanitaria si somma ad un’emergenza sociale che coinvolge oggi una fascia più ampia di cittadini con bisogni nuovi e crescenti. In questi mesi è stata significativa da parte di tutti la capacità di reagire. L’esperienza di CremonAiuta, ad esempio, è stata un frutto bellissimo di questa capacità, un coordinamento di associazioni e singoli volontari, organizzato dal Comune di Cremona con i referenti dei Servizi Sociali e della Protezione Civile, per dare risposte a bisogni primari e a tanti servizi a domicilio.

Ma ora e nei prossimi mesi occorre evitare che una parte della popolazione già a rischio povertà finisca in una situazione di indigenza prima che sia troppo tardi e prevedere interventi che garantiscano i livelli essenziali. In questi mesi si sono acuite le condizioni di fragilità sociali ed economiche delle persone sole e delle famiglie, conseguenti alla necessità di sospendere le attività economiche, ma anche per gli effetti della riorganizzazione delle attività didattiche ed educative.

È per questo che le realtà del territorio si sono ritrovate, per unire le forze in quanto la sofferenza e la situazione determinata dall’epidemia, nella sua drammaticità, rappresenta anche un’opportunità di cambiamento.