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Parco Torbiere,  Iseo Brescia. “Giochi in famiglia” è l’invito per domenica 25 ottobre dalle 14 alle 17, presso il centro accoglienza visitatori della Riserva Naturale Torbiere del Sebino, per una domenica in cui tutta la famiglia potrà imparare piante e animali della riserva, divertendosi insieme. L’incontro gratuito è organizzato da educazione ambientale Cauto per un massimo di 20 partecipanti, per informazioni e prenotazioni: 030-3690338 lun-ven. 9.00 -13.00 e-mail: eduambientale@cauto.itrana

La riserva naturale delle torbiere del lago d’Iseo sono una ciclopica impronta che il gigante di ghiaccio, coricato sul Sebino nell’ultima glaciazione (Wurm), ha lasciato nel suo lento cammino, una depressione paludosa posta alla fine dell’attuale lago d’Iseo e l’anfiteatro collinare morenico della Franciacorta, è la zona umida più significativa per estensione ed importanza ecologica della provincia di Brescia.fischione

L’occasione per conoscere l’affascinate zona umida, ricca di storia, di un’infinità di uccelli animali e piante che la abitano stanzialmente, tipiche delle zone umide. Accompagnati dagli animatori dei educazione ambientale alla scoperta della riserva naturale, dichiarata “zona umida di importanza internazionale” secondo la Convenzione di Ramsar e Sito di Interesse Comunitario (SIC) della Rete Natura 2000, è considerata un’area prioritaria per la biodiversità nella Pianura Padana lombarda. Ciò si deve alla varietà di habitat e di specie, acquatico-palustri, pregiate o di interesse comunitario presenti nel territorio, rare o a rischio di estinzione in Lombardia e in Italia.monastero s pietro in lamosa

Nel corso dei millenni crebbe in questa zona palustre una fitta vegetazione che formò man, mano nei secoli un ampio deposito di torba. Verso la fine del settecento gli abitanti del luogo iniziarono a cavare la torba che una volta essiccata veniva usata come combustibile, lo sfruttamento della torbiera crebbe nel corso del successivo secolo divenendo una vera e propria attività produttiva. Un centinaio di uomini erano addetti al lavoro che si protrasse sino ai primi anni del dopoguerra, armati di una speciale vanga a gabbia estraevano, a colpi di fatica, brandelli di torba che successivamente veniva fatta a pezzi ed essiccata al sole.folaga

Si racconta che questo modo di scavare la torba venga dall’insegnamento di soldati francesi feriti nella battaglia di Solforino e S. Martino che trovarono ospitalità per la convalescenza nelle case degli abitanti di Provaglio d’Iseo. L’intenso lavoro nel corso dei secoli ha dato origine al particolare paesaggio attuale delle torbiere, ai geometrici laghetti contornati da camminatoi e passaggi che corrono lungo il perimetro, incorniciando un quadro naturale unico.

Questa zona paludosa era chiamata “le Lame”, toponimo che dette il nome al monastero di San Pietro in Lamosa, splendido complesso monastico d’origine longobarda, sorto sopra una terrazza morenica a balcone sul panorama delle torbiere che ancora oggi regala uno spettacolo naturale esaltante.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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