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Nel 1993, anno mondiale dell’acqua, l’ONU ha proclamato il 22 marzo Giornata Mondiale dell’Acqua da celebrarsi ogni anno, una giornata stabilita dopo il Summit della Terra di Rio del 1992, per ricordarci che l’acqua è vita, è un diritto per tutti, è una risorsa limitata.

“Sorella acqua”  del Cantico delle Creature di San Francesco è in serio pericolo e con lei la vita: “Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta”

Nel 2019  l’acqua non è ancora un diritto uguale per tutti. Nel frattempo l’occidente industrializzato ha aumentato notevolmente i prelievi, mentre i paesi in via di sviluppo stanno inquinando i fiumi e le grandi riserve d’acqua dolce del pianeta. Un terzo della popolazione mondiale non ha accesso all’acqua potabile con conseguenze disastrose sulla salute. La situazione diviene sempre più un’emergenza che nelle periferie del mondo assume la fisonomia di una catastrofe.

Legambiente sostiene che la condizione indispensabile per il godimento dei diritti umani, il diritto alla vita, il diritto alla dignità umana, il diritto alla salute, il diritto al cibo e alla sicurezza alimentare, il diritto a un alloggio adeguato, il diritto allo sviluppo, il diritto all’istruzione, il diritto a un ambiente sano e il diritto alla pace dipendono tutti dal riconoscimento del diritto fondamentale all’acqua.

Legambiente punta il dito anche sul comparto agricolo, alla fine agosto dello scorso anno aveva emesso un comunicato: “E’ ormai chiaro che è stato superato il limite delle disponibilità idriche. E’ necessario cambiare agricoltura: introdurre rotazioni e avvicendamenti del mais con colture che esigono meno acqua, usare sistemi di irrigazione più efficienti, ridurre il carico zootecnico. Il cambiamento climatico non è un’opinione, ma una realtà con cui anche la forte agricoltura specializzata lombarda deve fare i conti”.

Sta di fatto che oggi l’acqua delle sorgenti principali, quella in bottiglia, è un business milionario. Nella nostra fretta non ci rendiamo conto, ma al bar arriviamo a pagare una bottiglietta d’acqua da mezzo litro anche un euro e mezzo, cioè il doppio d’un litro di benzina. Il vero problema è quindi riconoscere l’acqua come un patrimonio dell’umanità, un diritto universale, elemento centrale per la vita e lo sviluppo umano e non una merce su cui si può trarre profitto.

All’aumento della popolazione della terra si aggiunge la crescente richiesta di fabbisogno idrico delle colture agricole, l’incremento dei consumi, gli sprechi incontrollati e l’inquinamento, tutti fattori che stanno impoverendo d’acqua potabile l’intero pianeta e lanciano un campanello d’allarme per la pace, già compromessa dal fabbisogno energetico.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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