Tempo di lettura: 3 minuti

La città murata di Montagnana, nella pianura veneta a poca distanza da Legnago, è una di quelle mete ignote al viaggiatore distratto e diretto verso mete più conosciute come Ferrara, Mantova o Padova.  24 torri e le mura avvolgono il borgo fortificato che batte “bandiera arancione”, marchio di qualità turistico e ambientale conferito dal Touring Club. E’ inoltre annoverato tra i borghi più belli d’Italia. Si dice che dall’alto delle torri il Giorgione, pittore veneto del rinascimento, traeva ispirazione per i suoi dipinti.

Tra le sue mura è nata l’associazione Culturale Murabilia, un gruppo di giovani operanti nel settore culturale e turistico che hanno investito energie con la convinzione che la conoscenza del loro patrimonio storico-artistico sia alla base della sua tutela e valorizzazione.MontagnanaPiazza

A partire da questo presupposto hanno preso l’avvio una serie di percorsi di studio della storia, dell’arte e delle tradizioni locali ponendo un particolare impegno nella predisposizione degli strumenti più appropriati per condividerne i risultati con chiunque voglia riscoprire la ricchezza dei beni culturali della città di Montagnara, raro gioiello mediovale.

Murabilia, costituita da esperti di storia dell’arte, guide e accompagnatori turistici abilitati e operatori che hanno maturato negli anni specifiche competenze in ambito didattico, promuove infatti una vasta serie di attività rivolte ad un pubblico diversificato, fatto prevalentemente di scuole e gruppi di adulti, con l’intento di lasciare un ricordo indelebile delle esperienze culturali vissute a Montagnana e nei suoi magnifici dintorni.

Da visitare, accompagnati dalle guide di Murabilia, oltre che per lo straordinario complesso fortificato, il tessuto urbano, fatto di vie e di edifici sorti in periodo rinascimentale e, parte, durante la ripresa economica del XIX secolo.01CastelloSZeno

Sulla grande piazza centrale, si protende il duomo (1431-1502), dalle imponenti forme tardo-gotiche con aggiunte rinascimentali. All’interno si possono ammirare: la Trasfigurazione di Paolo Veronese, tre tavole di Giovanni Buonconsiglio detto il Marescalco (XVI secolo), una grande tela votiva di notevole valore documentale riproducente la battaglia di Lepanto (1571). Le pareti sono ornate di raffinate decorazioni e di affreschi, tra i quali, notevolissimi, quello del catino absidale del Buonconsiglio, e, ai lati dell’ingresso, la Giuditta e il David, recentemente attribuiti al Giorgione.

Sempre sulla piazza, si affaccia l’elegante palazzo Valeri e l’antico Monte di Pietà. In via Matteotti sorge il palazzo Magnavin-Foratti, in raffinato stile gotico-veneziano, che si dice sia stata la residenza di Jacopa, moglie del condottiero Erasmo da Narni detto il Gattamelata.Montagnana_22_(8187050185)

In via Carrarese si trova il municipio, opera attribuita all’architetto veronese Michele Sanmicheli. In via Scaligera vi è la chiesa tardo-romanica di San Francesco, con attiguo monastero delle Clarisse; in via San Benedetto si affaccia l’omonima chiesa barocca (in corso di restauro). Subito fuori dell’abitato, a ridosso di porta Padova, vi è la villa Pisani, uno dei capolavori di Palladio, che all’interno conserva statue di Alessandro Vittoria. Da segnalare, in via dei Montagnana, l’antico ospedale di Santa Maria con un affresco di Giovanni Buonconsiglio e, nell’omonima via, la chiesetta di Sant’Antonio Abate, con tracce di presenza templare.

I monumenti più insigni, tuttavia, sono costituiti dalla cinta muraria, dalla rocca degli Alberi e dal castello di San Zeno. Le opere di fortificazione alto-medioevali, che si suppongono rafforzate nel X secolo in difesa delle scorrerie degli Ungari, erano costituite quasi esclusivamente da terrapieni, palizzate, fossati e barriere di piante spinose (rimane qualche ricordo in vecchi toponimi delle vie interne).montagnara

Montagnana viene citata come castrum in un documento del 996. Nei secoli successivi numerose testimonianze documentali attestano la sua funzione difensiva e protettiva a vantaggio dei villaggi circostanti i cui abitanti erano tenuti alla manutenzione dell’apparato difensivo (mura, bertesche, ponte) e al servizio militare nei confronti del castrum considerato ricetto comune di importanza vitale per la sicurezza di tutti.

Ezzelino III da Romano detto il Tiranno, presa e incendiata Montagnana nel 1242, munì il luogo di fortificazioni adeguate all’epoca (ziron). Il mastio del castello di San Zeno (oggi agibile fin sulla sommità) è a lui attribuito. Ezzelino III, il Tiranno, morì a ottobre del 1259 per mano della cavalleria del borgo di Soncino, Cremona, altra citta fortificata. Il mistero del tesoro nella sua tomba aleggia da secoli tra le vie di Soncino, ma non fu mai trovato.

 

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *