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Gottolengo (Brescia) – Prendiamo Codogno, un comune in provincia di Lodi, ma soprattutto le mele che qui si coltivano. Arriviamo poi a Gottolengo, in provincia di Brescia dove la ditta Andrini produce dal 1937 confetture e marmellate. Raggiungiamo infine la Val Trompia, dove una famiglia crea, interamente a mano, le tipiche confezioni della cotognata degli Andrini: scatole rotonde in sfogliato di legno da gr 400, usando una colla alimentare a base di caseina.

Mescoliamo il tutto, ancora in attrezzature artigianali, ed avremo la “tipica cotognata bresciana”. A dire proprio tutta la verità, i natali della” famosa cotognata bresciana”, sono mantovani. Ad inventarla è stato un farmacista d’Asola, un certo dott. Gramatica, che la riteneva molto utile per curare la gastrite.

La vera fortuna di quest’intramontabile ricetta è dovuta al fatto che il farmacista si trasferì a Gottolengo e conobbe il capostipite della famiglia Andrini, GiovanBattista.Quest’ultimo intuì immediatamente che la buona ricetta più che curare la gastrite potesse accompagnare alcuni piatti bresciani.Ne iniziò quindi la produzione nel suo laboratorio artigianale. Ancora oggi, la quarta generazione degli Andrini continua la tradizione.

Chi ha assaggiato una mela cotogna, sa bene che il suo gusto è aspro e quasi acidulo e difficilmente avviene una degustazione diretta.Codogno, in provincia di Lodi ha, nel proprio stemma, una pianta di mele cotogne alla quale poi è legata, con catena d’oro, una lupa(che rappresenta la città di Piacenza, alla quale il Comune era, volontariamente, sottomesso).Qui si producono tutte le mele che la famiglia Andrini acquista, fa cuocere a vapore, sbuccia, libera dal torsolo e dalle parti superflue, rende purea e lascia riposare dentro enormi contenitori di rame.
Segue una giusta mescolatura e l’aggiunta di zucchero e arance. Nessun conservante, da sempre, perché il vecchio GiovanBattista si girerebbe nella tomba.

Poi tutto confezionato e il miracolo è fatto.Due le versioni: una dolce, che adora i formaggi e l’altra senapata che accompagna volentieri il lesso. Proprio perché privo di conservanti, il prodotto è distribuito soltanto da ottobre a dicembre. Non ha bisogno d’alcuna pubblicità; il passaparola ha permesso che la produzione continuasse ad aumentare. Si può trovare anche in alcuni supermercati, nel bresciano, ma il suo circuito preferito segue la catena dei piccoli negozi di gastronomia dove si ricerca e si vende la “qualità”.

Il prodotto bresciano è arrivato anche sulle tavole dei reali britannici, sbaragliando le produzioni di Francia, Spagna e Argentina. E non solo cotognata producono gli Andrini.Ogni stagione ha i suoi frutti e …le sue marmellate. Per chi è nato a Gottolengo, la vigilia di Natale è legata alla famosa marronata.Una crema di marroni che accompagna tortelli di zucca,anguilla e torrone. Non è leggenda: anche la regina Elisabetta ne fa uso nelle cene importanti del periodo natalizio.

Poi le conserve di tutti i frutti che sembrano fatte in casa. Ricordo uno dei figli di GiovanBattista, Amedeo, che per ricambiare certi favori che mio padre gli faceva(prestito di macchine agricole od altro), arrivava con una lattina enorme di marmellata di ciliegie. Ne consumavamo per tutta l’estate senza che si formasse alcuna traccia di muffa.

Per chi la ama la mostarda, quella monofrutto è una specialità. Frutta candita, sciroppo ed essenza di senape…e la possibilità di scegliere solo il frutto preferito. Negli ultimi anni la scoperta ela produzione delle salse di ortaggi e di frutta . ll trucco è sempre lo stesso: solo frutta e verdure fresche e pazienza nella lavorazione.

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Giusi Morbini
Insegnante di scuola primaria ormai da molti anni, ma ancora non prossima alla pensione. Nata e vissuta in campagna, crede nell'importanza di riscoprire le nostre radici e di conservare le nostre tradizioni. Sempre nel rispetto di tutte le culture. Scrive per diletto.

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