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Pescarolo – Sabato 3 Dicembre alle 18.00 si inaugura a Pescarolo (Cremona), presso la Chiesa di Maria Vergine di Loreto, detta Il Lazzaretto, una mostra fotografica intitolata “Karol Wojtyla, un uomo e la sua terra”.

Un viaggio attraverso foto inedite di Don Karol Wojtyla, giovane parroco che nel 1948 ritorna in Polonia da Roma, che fa il coadiutore nella parrocchia di San Floriano a Cracovia e fino al 1951 è cappellano degli universitari. Immagini che non si riferiscono quindi al periodo in cui Karol Wojtyla ha guidato la chiesa universale – dal 16 ottobre 1978 al 2 aprile 2005, ma del Karol trentenne (è nato a Wadowice il 18 maggio 1920) – ma che lo ritraggono in immagini liete nei primi anni ’50, caratterizzate dalla luce della festa, ma anche da tanta povertà, fra i suoi giovani.

Fotografie che toccano il cuore, che raccontano di un ragazzo in mezzo ai boschi, vicino ad un ruscello, sulle piste da sci, in bicicletta nella campagna e sempre in compagnia dei suoi amici, dei suoi studenti. Nel gennaio del 1995 parlando ai vescovi polacchi Wojtyla disse: “Dovrete dire di me non solo che ero papa, ma che sciavo e andavo in canoa, e chissà che altro. E anche che mi rompevo le gambe, ogni tanto”.

Una di quelle ragazze, Danuta Rybicka, ricorda così quegli anni:La gita più importante per me fu a Zacopane, locandina-mostra-papalocandina-mostra-papanella primavera del 1952. Dovevamo partire noi ragazze, che abitavano nel Nazaretto (così chiamavamo il collegio tenuto dalle suore di Nazareth) e alcuni ragazzi – la maggior parte studenti del Politecnico di Cracovia. Dovevamo andare a vedere i crocchi di montagna. Inaspettatamente, i ragazzi non poterono venire. I tempi e le usanze non permettevano che un parroco viaggiasse in abito civile e per di più in compagnia di sole ragazze. Per evitare di creare delle situazioni imbarazzanti ci rivolgevamo a lui evitando di chiamarlo “padre”. Non era facile, quindi chiesi timidamente se potevamo chiamarlo “Zio”. Acconsentì. Ricordiamo quel viaggio con molto affetto come il primo fatto con lo Zio”.

“Karol Wojtyla, un uomo, la sua terra” è una mostra rivolta non a chi cerca l’arte fotografica, ma a tutti coloro che non temono il tuffo nel passato, il vento delle emozioni, a chi è disposto a lasciarsi “prendere il cuore” dai piccoli e comuni gesti che scandivano la vita di un giovane parroco che ha poi giocato un ruolo di primissimo piano in uno dei momenti più significativi della storia dell’umanità. Scoprire l’agire del sacerdote e del vescovo Karol per capire Giovanni Paolo II.

La mostra nasce da un’idea di “Anima Media”, associazione della Diocesi di Cracovia fondata nel 2004 per raccogliere materiale fotografico, filmati e documenti al fine di diffondere fra la gente la conoscenza di Karol Wojtyla.

La mostra è promossa dal Comune di Pescarolo, con la collaborazione della Fondazione Dominato Leonense e di Cassa Padana.

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Daniela Iazzi
Cremonese di origine, studentessa a Milano e residente a Fidenza. Frequenta la Bocconi e si specializza in Arte, cultura e comunicazione. Lavora dal 2005 presso la Fondazione Dominato Leonense di Leno, dove promuove la storia del Monastero benedettino “Ad Leones” e attività di promozione del territorio.

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