Leno (Brescia) – Si torna a scavare nel parco di Villa Badia a Leno. L’area dove sorgeva il monastero di San Salvatore/San Benedetto rappresenta ormai il cantiere aperto più promettente per aggiornare le conoscenze sull’altomedioevo italiano.

Sorta nel 758 per volontà dell’ultimo re longobardo Desiderio, l’abbazia di Leno ha svolto un ruolo centrale nelle vicende religiose e politiche dei secoli centrali del medioevo europeo, come testimoniano le fonti documentarie che la paziente opera dei paleografi sta terminando di trascrivere per una prossima edizione critica ad uso di studiosi e appassionati.

 “Il monastero di San Benedetto di Leno si rivela di straordinaria importanza per la comprensione dello sviluppo del monachesimo in epoca altomedioevale, quando Leno era uno dei siti più importanti a livello europeo” spiega  Fabio Saggioro, docente dell’Università degli Studi di Verona e direttore dello scavo con Andrea Breda, funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio.

E’ un’area di interesse eccezionale: la zona della pianura bresciana in cui il complesso monastico di Leno venne ad inserirsi fu insediato e sfruttato già in età romana. Le campagne di ricognizioni di superficie, condotte gli scorsi anni dalla dott.ssa Maria Bosco, hanno mostrato grande vitalità, nonché una presenza articolata del popolamento in età altomedievale.

Dopo il grande interesse destato dai risultati delle campagne di scavo 2014-2017, che hanno portato alla luce fondamenta di edifici, palificate lignee, riporti e scarichi, che mostrano una consistente attività e vitalità economica dell’area a ridosso degli edifici monastici e la recentissima scoperta di imponenti strutture di un ampio edificio riferibile alla metà del VII secolo, il lavoro degli archeologi riprenderà lunedì 25 giugno con una campagna di scavi promossa da Fondazione Dominato Leonense e Cassa Padana, Università degli Studi di Verona – Dipartimento Culture e Civiltà, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio e con il contributo di Regione Lombardia.

Nelle tre settimane dell’intensa campagna di scavo, che si concluderà venerdì 13 luglio, gli archeologi hanno l’obiettivo di completare l’indagine dell’area dell’edificio scoperto lo scorso anno, per delimitarne il perimetro ed acquisire tutti gli elementi per comprendere natura e destinazione d’uso di una struttura residenziale che non trova immediati confronti, ma che testimonia il rilievo di una presenza insediativa, che giustifica la scelta del re Desiderio di realizzare proprio a Leno il monastero maschile, gemello di quello femminile di San Salvatore /Santa Giulia di Brescia.

Anche quest’anno, la campagna scavi si avvarrà della collaborazione degli studenti universitari.

Come negli ultimi anni, in cantiere saranno presenti archeologi della Soprintendenza e docenti dell’ateneo veronese affiancati da studenti, specializzandi e dottorandi. Competenza e passione uniranno le forze per indagare secondo le più avanzate metodologie di ricerca una superficie di oltre 1.000 mq. Gli Enti promotori rivolgono pertanto l’invito a partecipare a tutti gli studenti di archeologia interessati, indipendentemente dall’ateneo di provenienza.

Il periodo di attività è suddiviso in due turni:
– 1° turno: 25 giugno – 6 luglio
– periodo completo: 25 giugno – 13 luglio

Le attività previste durante la campagna saranno principalmente lo scavo con metodo stratigrafico, il riconoscimento e la raccolta dei reperti materiali, la compilazione di schede per la documentazione delle unità stratigrafiche, il rilievo topografico diretto e disegno manuale in scala, il rilievo topografico indiretto con stazione totale, il rilievo fotografico con fotomosaico, il lavaggio e la catalogazione dei reperti materiali, la raccolta, campionamento e setacciatura ad acqua dei reperti organici.

 

Per tutto il periodo dello scavo, gli operatori di Fondazione Dominato Leonense e gli archeologi saranno a disposizione di chiunque voglia conoscere la storia del nostro territorio. Sarà uno scavo a disposizione di tutti, da vedere, conoscere ed osservare: un’occasione da non perdere.

Durante la visita, i gruppi potranno fare la conoscenza degli archeologi, osservare e conoscere gli strumenti del mestiere ed imparare qual è il loro modus operandi. Nel corso delle tre settimane, inoltre, sarà possibile visionare alcuni dei reperti restituiti dal suolo, così da comprendere al meglio la vita e le attività insediate a Leno durante il medioevo.

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