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Emergency esprime con un comunicato, emesso l’8 marzo, la forte preoccupazione sulla situazione in Libia e la prospettiva di un nuovo conflitto. Emergency da ottobre del 2015 è presente il Libia con un ospedale per curare le vittime del conflitto.

E’ bene rammentare le parole tratte dal discorso pronunciato da Gino Strada, fondatore di Emergency, nel corso della cerimonia di consegna del Right Livelihood Award 2015, il “premio Nobel alternativo, concentrano la visione della faccia della guerra:

“Io sono un chirurgo. Ho visto i feriti (e i morti) di vari conflitti in Asia, Africa, Medio Oriente, America Latina e Europa. Ho operato migliaia di persone, ferite da proiettili, frammenti di bombe o missili. Alcuni anni fa, a Kabul, ho esaminato le cartelle cliniche di circa 1200 pazienti per scoprire che meno del 10% erano presumibilmente dei militari. Il 90% delle vittime erano civili, un terzo dei quali bambini. È quindi questo il nemico? Chi paga il prezzo della guerra?”emergency 1

Nel comunicato Emergency manifesta  una forte apprensione per il deteriorarsi della situazione in Libia e dal susseguirsi di notizie incerte in merito a un possibile intervento militare. “Si rischia di ripetere l’errore del 2011, con la guerra contro Gheddafi, che ha innescato una spirale di violenza che ha travolto la Libia e destabilizzato tutta l’area. Un ulteriore intervento armato non farebbe altro che contribuire al caos libico, mettendo a rischio anche il nostro Paese.

La guerra non ha risolto nessuno dei conflitti degli ultimi anni. Gli interventi internazionali in Afghanistan, in Iraq, in Siria e in Libia non hanno portato pace e democrazia, ma hanno aggravato la situazione alimentando violenza e terrorismo.

A pagare il prezzo sono sempre i civili, da Tunisi a Parigi, gli stessi civili che Emergency cura nei suoi ospedali per le vittime della guerra in Afghanistan, Iraq e Libia.

La comunità internazionale deve rimettere in campo le prerogative della politica estera e della diplomazia per trovare strumenti efficaci alternativi alla guerra che ha dimostrato tutta la sua inutilità. Emergency chiede che il dibattito su questi temi torni al Parlamento e avvenga nel rispetto dell’articolo 11 della Costituzione: l’Italia ripudia la guerra.

Anche per questo motivo Emergency parteciperà al presidio “No alle guerre e ai muri” a Piazza Montecitorio a Roma, mercoledì 9 marzo dalle ore 15.30.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.