Tempo di lettura: 2 minuti

Brescia. Pennelli e pittura rossa, ogni colpo di pennello sulla panchina ricorda una ferita, quella inflitta a tante donne, tantissime che in Italia subiscono violenza. La violenza contro le donne è fenomeno di difficile misurazione perché in larga parte sommerso. Molto spesso si tratta di violenze dentro la famiglia, più difficili da dichiarare e denunciare, situazioni in cui  la donna si sente sola a dover affrontare un dramma che, se portato allo scoperto, sconvolgerebbe anche gli equilibri di vita di altre persone care.

I pennelli  che scorrono sulla panchina, per riflettere e per non dimenticare, sono quelli che Associazione Montessori, aderendo al progetto dell’Amministrazione comunale, “adotterà” in piazza Oriana Fallaci per contribuire, anche con un simbolo, alla sensibilizzazione di giovani e adulti al contrasto alla violenza di genere.

Mercoledì 22 maggio alle ore 16.30 in piazza Oriana Fallaci si terrà la cerimonia ufficiale di “adozione” della “panchina rossa”, alla presenza dell’Assessore Roberta Morelli (Pari Opportunità e Politiche giovanili) e di Rosa Giudetti, Presidente di Associazione Montessori Brescia. La panchina rossa è diventato emblema universale del “posto occupato” da una donna vittima di femminicidio e simbolo delle azioni contro la violenza di genere, a favore della libertà delle donne.

L’Associazione Montessori, impegnata nell’educazione delle giovani generazioni al rispetto e alla parità di genere, intende contribuire con un gesto simbolico alla sensibilizzazione collettiva al fenomeno.

 “Abbiamo scelto una panchina in una zona di passaggio di grande visibilità – ha dichiarato Rosa Giudetti, Presidente di Associazione Montessori Brescia – che offre la possibilità di sensibilizzare quante più persone possibili, uomini e donne, soprattutto giovani. E’ importante che si affrontino certe tematiche in uno spazio pubblico, in uno spazio comune. Si tratta di un altro tassello del percorso che noi, come Associazione Montessori stiamo portando avanti da anni con attività e progetti, nelle scuole e nella società civile, di educazione, fin dalla prima infanzia, al rispetto della differenza di genere e contro ogni forma di discriminazione. Silenzio e indifferenza sono pericolosi alleati della violenza: come Associazione sentiamo il dovere morale di contribuire a smuovere le coscienze in favore di un cultura della parità di genere.”

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *