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A cinque anni, hanno seminato piantine in vasi di latta decorati da loro e le hanno fatte recapitare ai loro “nonni speciali”, così che potessero prendersene cura e ricavarne un po’ di serenità e benessere, celebrando l’arrivo della primavera.

Hanno realizzato a mano coloratissime maschere di Carnevale e disegnato biglietti di auguri personalizzati per festeggiare insieme, distanti ma vicini grazie a internet, momenti di allegria e di gioia, tanto più preziosi nell’anno del Covid, in cui gli ospiti delle case di riposo si sono ritrovati di colpo isolati dai loro cari.

Piccole cose, ma davvero importanti, perché sono riuscite a mettere in relazione e a tenere in contatto, attraverso la tecnologia e le piattaforme di videoconferenza, 24 bambini di 5 anni della scuola per l’infanzia FAES Aurora di Milano con 23 ospiti di due vicine residenze per anziani, le RSA Anni Azzurri San Faustino e Polo Geriatrico Riabilitativo, che da queste attenzioni hanno ricevuto moltissimo conforto e una forte iniezione di autostima.

È stata una gioia, infatti, indossare le maschere per festeggiare insieme il Carnevale, in un party virtuale in cui i bambini si sono presentati a uno a uno e la signora Caterina, 101 anni a giugno, ha recitato la poesia di Arlecchino, fra scrosci di applausi; o ricevere i videomessaggi registrati dai piccoli e i biglietti di buon compleanno con su scritto “Tanti auguri, nonno”, un’emozione enorme per chi magari non se lo è mai sentito dire, perché di nipoti non ne ha.

Il progetto si chiama Stronger Together, più forti insieme, è cominciato a febbraio e ancora non è finito: martedì 25 maggio ci sarà un appuntamento in videoconferenza in cui gli anziani della RSA del Polo Geriatrico, riuniti nel salone comune, e i bambini a scuola disposti a cerchio converseranno su un tema molto affascinante, i mestieri più interessanti svolti dai ‘nonni’.

C’è chi è stato il primo ballerino maschio al Teatro alla Scala, chi il responsabile degli annunci alla stazione ferroviaria: parlando davanti al computer, lo racconteranno ai bimbi, che potranno vederli ingranditi su uno schermo gigante a parete.

Grazie alla maestra Emily e alle educatrici dell’RSA, si potrà fare domande e interagire. E nel mese mariano sono previsti altri regali per gli anziani ospiti: un video in cui i bambini cantano una canzone su Maria e due figure in carta della Madonna, addobbate con cuori e fiori, da collocare nelle strutture.

La tecnologia ha avuto un ruolo essenziale in questo progetto pilota intergenerazionale, perché ha evitato che il distanziamento fisico necessario a preservare la salute dei più anziani si trasformasse in isolamento, solitudine e depressione, molto pericolosi in età avanzata.

In più, dover prendere familiarità con strumenti audiovisivi ha rappresentato uno stimolo sia per i nonni che per i bambini, tutti hanno dovuto adeguarsi a nuove modalità di dialogo e di contatto e ciò ha permesso di costruire piccole aree di benessere in un momento molto doloroso, di riscoprire il senso di comunità, di appartenenza, di solidarietà tra generazioni.

“È stata un’opportunità veramente arricchente – commenta Elena Frigoli, Direttrice della scuola per l’infanzia paritaria bilingue FAES Aurora – e per questo la riproporremo anche l’anno prossimo, estesa a tre classi della materna e magari in presenza, se le condizioni lo consentiranno. Scuole FAES si fondano sull’alleanza scuola-famiglia e diversi progetti educativi nascono da input dei genitori, poi sostenuti dalla direzione: anche questa esperienza è stata fortemente desiderata e appoggiata dalle famiglie, perché crediamo che la scuola debba promuovere lo sviluppo integrale del bambino, coltivando il valore della cura, dell’ascolto e del rispetto dell’altro nelle diverse età della vita”.

Nato in un momento di speciale isolamento per gli ospiti delle RSA, Stronger Together ha costituito per gli anziani un’occasione importante di contrastare la solitudine, migliorare l’autostima, mantenere attivi la dimensione cognitiva e il benessere, coltivare i contatti sociali, ridurre lo stress.

Ma è stato altrettanto utile per i bambini, perché ha permesso loro di comunicare con il mondo della terza età, sviluppare un atteggiamento solidale, apprendere attraverso i racconti dei ‘nonni’, curarsi degli altri mettendo in gioco talenti e abilità, donare il proprio tempo per fare felice qualcuno.