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Parma – Al fine di imprimere un’accelerazione all’applicazione della Legge 38/2010 sulle Cure palliative e terapia del dolore, l’Azienda ospedaliera universitaria di Parma accoglie il progetto Apod “Ambulatory Pain Open Door“, che mette in contatto diretto i medici di Medicina Generale con gli specialisti del dolore per favorire il dialogo fra la medicina territoriale e la specialistica, e per aiutare i medici di famiglia a identificare più rapidamente il tipo di dolore avvertito dai pazienti.

Parma, Firenze, Roma, Milano, Castelfranco Emilia, Modena, Verona, Vicenza, Napoli, Orvieto, Palermo, Torino, Cagliari, Cremona, Bari e Genova, attraverso ospedali universitari, centri d’eccellenza e Asl: sono 18, e sparsi in tutta Italia, i Centri coinvolti nel progetto Apod, che con il contributo incondizionato di Grünenthal Italia si sviluppa in 3 fasi.

In un primo step teorico, i centri specialistici aprono le porte ai medici di famiglia, per una sessione di formazione e per sviluppare un inquadramento fisiopatologico, terapeutico e diagnostico del dolore, anche attraverso la condivisione di alcuni casi pratici. Nella seconda fase, direttamente “sul campo”, il terapista del dolore affianca il medico di Medicina Generale nella visita ai pazienti. Nell’ultima fase, applicativa, il medico di famiglia adotta nel proprio ambulatorio gli strumenti terapeutici appresi, raccogliendo e condividendo con lo specialista i dati sulla terapia consigliata, oppure indirizzando direttamente al Centro di riferimento i casi più complessi.

“Tutti siamo ormai consapevoli che l’implementazione della Legge 38 richiede anzitutto la costruzione di una rete efficace per la diagnosi e la terapia del dolore – ha dichiarato Guido Fanelli, presidente della Commissione ministeriale Terapia del dolore e cure palliative, professore ordinario di Anestesiologia e Rianimazione presso l’Università di Parma.

“Il merito del Progetto Apod – ha aggiunto – risiede in un’intuizione di fondo: nel costruire le reti non si prescinde dal contatto umano. In concreto non esistono la Medicina del territorio e la Medicina specialistica, ma i medici di famiglia e gli specialisti. Persone che lavorano ogni giorno su un distretto territoriale determinato, al servizio di pazienti che di solito si rivolgono anzitutto al medico di Medicina Generale. L’aggiornamento di questo professionista e il suo contatto diretto con lo specialista del dolore, cioè i due obiettivi del progetto Apod, sono i mezzi più efficaci per dare un colpo di acceleratore al percorso di attuazione della Legge 38″.

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