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Brescia. Per tre anni, partendo da un elenco ANEI del 1978 (Associazione Nazionale Ex Internati), sono stati recuperati i dati di 564 internati militari della provincia Brescia morti nei lager nazisti, con l’intento di rendere l’esito completo dal punto di vista storico e, al tempo stesso, fruibile ed interessante anche per i non addetti ai lavori.

Un lavoro di grande importanza storica e umana riassunto nel libro: “Una scelta di libertà. biografie e testimonianze di internati militari. Brescia 1943-1945” che verrà presentato sabato 24 febbraio alle ore 11, nella Chiesa di S. Giorgio in via Gasparo da Salò.

L’incontro per la presentazione è organizzato dalla Casa della Memoria e dall’Associazione Nazionale ex Internati – Federazione di Brescia. Interverranno la professoressa Maria Piras, Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale ex Internati e curatrice della pubblicazione, e l’assessore alla Partecipazione Marco Fenaroli.

La ricchezza delle fonti consultate ha permesso non solo di ampliare in modo significativo la conoscenza del numero dei militari caduti della città (da 64 a 129) ma anche di poterne tracciare una biografia adeguatamente sicura nei dati anagrafici, nei luoghi di internamento e nelle cause di morte. Profondamente diverse, le biografie raccontano un’unica grande tragedia: l’arruolamento, la guerra e la prigionia come scelta morale.

Nella seconda parte vengono presentate 115 testimonianze su internati di Brescia morti nei lager, rilasciate dai reduci di ritorno dai campi di concentramento tedeschi al personale che li accoglieva al punto ristoro “Siberia” della stazione ferroviaria di Bolzano, fra il giugno 1945 e il luglio 1947. Le notizie, trascritte e archiviate, costituiscono attualmente il Fondo Elenchi Internati Militari Italiani, Commissariato del Governo per la Provincia di Bolzano, nell’Archiviodi Stato di Bolzano.

Una breve storia dell’internamento militare italiano introduce il lavoro, realizzata grazie al contributo di autori e testi di particolare rilievo storico, soprattutto per rendere meglio comprensibili a possibili giovani lettori le biografie e le testimonianze che seguono. I dati integrano la narrazione delle vicende accadute a 200 cittadini di Brescia perché alla loro morte sia dato il giusto riconoscimento e il significato di una scelta di valore.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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