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“A volte le parole non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le emozioni” .  Alessandro Baricco

Gambara (Brescia) – Questa avventura è iniziata circa due anni fa.

I bambini della scuola primaria di Gambara hanno scritto una lettera al sindaco:  “…Le scriviamo questa lettera perché abbiamo avuto un’idea che vorremmo farle conoscere.
In questo anno scolastico abbiamo conosciuto l’arte di Sol Lewitt, un artista dei nostri giorni che ci è piaciuto molto. Abbiamo realizzato diversi disegni, imitando e ispirandoci ai suoi.

La nostra maestra ci ha mostrato molte immagini delle sue opere, tra cui alcune fotografie coloratissime di una stazione della metropolitana di Napoli che ci hanno sorpreso e fatto accendere una lampadina : abbiamo pensato che si potrebbe dipingere così simpaticamente e allegramente anche la nostra scuola…”

Decorare l’esterno della scuola è dunque un’idea nata dai bambini, con motivazioni molto precise : abbellire il luogo dove passano gran parte della loro vita, renderlo una piccola opera d’arte che le persone si fermano a guardare, collaborare tutti insieme alunni, genitori, insegnanti e volontari.

Un sogno? Nulla è impossibile soprattutto se a sognare sono i bambini.

La risposta dell’amministrazione è stata pronta e immediata: ” Dipingiamo la scuola, diamo colore ed energia positiva al luogo dove si formano i nostri piccoli cittadini.

Non ci si può sottrarre ad una richiesta così, soprattutto partendo dai presupposti, dalle diverse forze che per la sua realizzazione vi operano in modo tanto sinergico: forze ed energie che lavorano insieme e che collaborano, che concretizzano un’idea e dimostrano che quando le forze si uniscono i sogni diventano realtà.”

Il sindaco ha contattato il direttore dell’Hdemia , Accademia delle belle arti di Brescia, che ha accettato la proposta di collaborazione.

Gli studenti del corso di decorazione hanno esaminato i bozzetti dei bambini e hanno estratto gli elementi significativi e adatti per inserirli in progetti d’insieme.

Un unico obiettivo dunque: realizzare un luogo stimolante, creativo , dinamico, rispettoso dell’ambiente, gradevole, personalizzato e colorato. Un luogo “bello” dove vivere e lavorare.

In aprile il cantiere dei piccoli artisti si è aperto con la collaborazione di tutti: insegnanti, mamme, papà, volontari. Un via vai di secchi, pennelli, colori , fantasia e allegria. A giugno il lavoro è terminato.

Significative le parole del dirigente scolastico, Vittorino Treccani, che nel ringraziare tutti quelli che hanno lavorato , si è rivolto ai bambini: “Quella del fare è una via privilegiata per apprendere e crescere, si dice che “facendo si impara” e, in questo caso, si potrebbe aggiungere che “prendendosi cura” di un bene comune in qualche modo lo si fa proprio: i bambini che hanno partecipato a questa iniziativa sentiranno la scuola più “loro” e questo sentimento li accompagnerà nel tempo.

Anche quando saranno più grandi, passando davanti alla loro scuola, si ricorderanno di questa esperienza e potranno dire, magari con un sorriso: “questo l’ho fatto io!”.

Qualcosa di loro resterà qui e qualcosa della scuola apparterrà a loro. A volte, i soli discorsi sull’importanza del rispetto del bene pubblico restano senza frutto; al contrario, l’esperienza diretta, l’imparare facendo e il prendersi cura possono avere effetti educativi più ad ampio raggio e duraturi nel tempo.”

E ancora: “Il messaggio trasmesso dai dipinti e dalla frase scelta, per l’ingresso “SIATE IL CAMBIAMENTO CHE VOLETE VEDERE NEL MONDO” rappresenta la nostra scuola che intende trasmettere un segnale a tutta la comunità, rendendo visibile anche all’esterno ciò che si fa al suo interno.”

Se passate da Gambara , davanti alla scuola, non potrete certo dire che sia un edificio anonimo, grigio e triste! GRAZIE BAMBINI !

 

 

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Giusi Morbini
Insegnante di scuola primaria ormai da molti anni, ma ancora non prossima alla pensione. Nata e vissuta in campagna, crede nell'importanza di riscoprire le nostre radici e di conservare le nostre tradizioni. Sempre nel rispetto di tutte le culture. Scrive per diletto.

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