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Verona – Degrado, povertà, voglia di sognare e speranza: sono le parole che più spesso vengono associate chi fa esperienza tra le favelas e le comunità povere in Brasile. “Ma essere là è un’altra cosa”, ci tiene a specificare suor Clara, da vent’anni nella congregazione dell’Istituto della Carità del Sacro Cuore, da dodici nella comunità della Casa Madre a Verona come economa: “chi condivide la vita con questo popolo non sarà mai più lo stesso, il suo cuore cambia!”. Con umiltà e dolcezza si affretta a dirmi che lei parla a nome di suor Angiolina Giramonte, Madre Generale, attualmente in visita alle comunità missionarie in Brasile.

Suor Clara, ci parli della Congregazione e del progetto “Scuola per la vita”.
Le nostre consorelle si ispirano al modello evangelico ed educativo di Don Nicola Mazza – sacerdote vissuto nell’Ottocento, sempre a fianco delle persone più povere e disagiate – nella convinzione che ognuno possa, anzi debba, valorizzare al massimo le proprie capacità, partendo dallo studio e dall’educazione fino alla pratica del lavoro, in linea con i propri talenti, sempre nel solco della fede cristiana. Grazie al fondatore di questa congregazione sono nati a Verona e Italia diversi collegi e istituti scolastici. Per quanto riguarda la storia recente, nel 1980 sono partite le missioni in Brasile, attualmente sono attivi quattro progetti: a San Paolo, a Joao Passoa, Italpororoca, Zumbi.

Qui i ragazzi vengono aiutati non solo nei compiti, ma anche a sviluppare le loro predisposizioni artistiche con corsi di musica, artigianato e teatro. Lo scopo principale è quello di donare loro capacità, autonomia e intraprendenza per rendersi a loro volta utili alla Chiesa e alla società, in mezzo a tali situazioni non mancano anche contesti dove siamo chiamate a toglierli dalla strada, dalla povertà, per qualcuno di loro quello ricevuto da noi è l’unico pasto della giornata.

Come riuscite a seguire tutti i progetti?
Le suore in Brasile collaborano in modo assiduo con i tanti laici che condividono i nostri valori e il nostro metodo educativo. Grazie al loro aiuto è stato possibile seguire e sostenere tutti i progetti. Queste persone in buona parte sono state formate da ragazzi nei nostri centri che ora, diventati adulti, vogliono seguire questa vocazione educativa. Anche dall’Italia abbiamo la possibilità di visitare i progetti e formare gli educatori attraverso viaggi di scambio annuali. Ma dobbiamo anche pensare a reperire i fondi, sia qui che in loco, per garantire il mantenimento di queste attività, oltre che cercare di stare al passo con i cambiamenti di un Paese che negli ultimi anni ha visto un boom economico incredibile, anche se, purtroppo, è lontano dal sanare il divario tra ricchezza e povertà.

Non deve essere una passeggiata, economicamente, portare avanti questi progetti..
Soprattutto in questo periodo di difficile congiuntura economica, riuscire a far quadrare il bilancio non è sempre facile. Ogni ragazzo ci costa 1 euro al giorno, le maestre 600 euro al mese, una classe di 25 alunni costa 1.350 euro, moltiplicati per diverse classi, ne risulta una cifra mensile non indifferente. Fortunatamente nella sede di Itapororoca, la Prefettura (il nostro Comune) inizierà a collaborare con un piccolo contributo mensile per sostenere il progetto. E’ poco, ma pur sempre una Provvidenza se consideriamo che il beneficio va a vantaggio di tutti i cittadini. È nostro desiderio che anche negli altri centri conseguire un risultato simile.

Come si può fare per aiutare queste missioni?
Esiste un’associazione “Progetto Scuola per la vita- Suore di Don Mazza- Onlus”, che raccoglie le donazioni dei privati. Un tempo c’erano le adozioni “ad personam”, il donatore aiutava uno specifico bambino, ma nel tempo questo sistema si è rivelato troppo delicato dal punto di vista gestionale per noi ed affettivo ed emozionale per l’adottante. Abbiamo preferito incentivare le donazioni alla scuola ed al progetto in generale. Attualmente abbiamo circa 115 soci e numerosi simpatizzanti. Dopo 33 anni di missione siamo contenti di quanto insieme è stato realizzato, abbiamo e continuiamo a sentire la benedizione del Signore su di noi, il futuro ci aspetta con sguardo lungimirante e tante speranza! La Onlus in Italia fa da ponte con la missione per sostenere e incentivare i vari progetti.

Il Brasile è tanto distante dall’Italia, come fate a mantenere le fila di tutto?
Beh, ne è passata di acqua sotto i ponti dalle prime missioni negli anni ’80, ora possiamo sentire e vedere tutti i giorni gli educatori ed i ragazzi grazie a Skype. Anche se essere là, è un’altra cosa…