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Brescia. Mercoledì 2 dicembre il carcere di Verziano di Brescia “apre” le porte a tutti coloro che vorranno partecipare ad una serata di “libertà”con racconti, immagini, sapori con gusto contro le mafie e la partecipazione attiva delle detenute del carcere che prepareranno una cena con i prodotti di Libera e del loro “Orto Libero”. L’accesso è libero previo accreditamento.sola con te in un aprile

Il programma inizia alle 18 con Margherita Asta, che parlerà del suo libro “Sola con te in un futuro aprile”, dedicato alla memoria della mamma Barbara e dei fratellini Giuseppe e Salvatore, barbaramente uccisi dalla mafia nella Strage di Pizzolungo (TP) il 2 aprile 1985, nell’attentato che voleva colpire a morte il giudice Carlo Palermo, scampato all’eccidio proprio dall’esplosione dell’autobomba che colpì la vettura condotta dalla mamma.

Subito dopo, alle 19:30, seguirà la cena con i prodotti di Libera Terra e le verdure del Progetto “Orto Libero”, realizzato con le detenute e i detenuti del carcere di Verziano, in collaborazione con l’Istituto Alberghiero CFP Canossa.

Sarà visibile anche la mostra fotografica “Il profumo della Libertà” con le splendide immagini di Marzia Bonera. “Il Profumo della Libertà” è la fatica Marzia, una mostra fotografica che nasce da un viaggio fatto di immagini, emozioni e racconti che ci aiutano a capire il lavoro di tanti giovani che giorno dopo giorno, senza clamore, ma con impegno e fatica affermano, in una terra difficile, il diritto alla democrazia, la dignità del lavoro, il diritto alla libertà. Un viaggio nella terra di Sicilia dalle mille bellezze e mille contraddizioni.ortolibero001

Orto libero è l’iniziativa del Comune di Brescia e della casa di reclusione di Verziano, con il sostegno di Libera, rivolto alla popolazione carceraria. Il progetto vuole offrire ai detenuti un percorso di rinascita e di recupero di autostima attraverso la cura degli spazi verdi e della serra del carcere. Il progetto coinvolge circa 20 tra uomini e donne provenienti da diversi continenti. Le piante da coltivare sono state individuate partendo dalle ricette che ogni partecipante ha presentato al gruppo di lavoro;  è stato realizzato un orto “sinergico”, in cui suolo e piante ricevono un reciproco beneficio.

L’orto è destinato alla coltivazione di ortaggi e frutti per l’autoconsumo dei detenuti, la serra esistente è stata recuperata, ha un ruolo produttivo e viene utilizzata per coltivare fiori che saranno utilizzati nell’arredo urbano del Comune di Brescia.

La serata del 2 dicembre è stata pensata per raccogliere fondi a sostegno dell’iniziativa, la cena organizzata a buffet nel carcere, del costo è 20 euro, è finalizzata all’acquisto di  una pompa di calore per le serre. Saranno serviti prodotti di Libera terra, dalle cooperative che producono su terreni confiscati alla mafia e le verdure coltivate dalle detenute in carcere.

 

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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