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Roma – “Sogniamo che una nuova economia, senza sfruttamento e dipendenza, permetta ai poveri non solo di soddisfare la fame materiale, ma anche la fame di educazione, organizzazione comunitaria, partecipazione alla vita civile, di benessere e dignità”. Sta in queste parole di Giuseppe Tonello, presidente di Codesarrollo, il sogno, l’utopia possibile, la sfida del progetto di microfinanza etica in Ecuador, promosso da Cassa Padana, condiviso oggi dalla Federazione italiana delle banche di credito cooperativo, da Banca Etica, Ctm-Altromercato, l’associazione bresciana Cuore Amico, l’università degli studi di Brescia, la società di marketing Nomesis, e presentato a Roma.

 “Quando nel maggio 2001, Giuseppe Tonello  venne a Leno in Cassa Padana”, ha detto nel corso dell’incontro romano Luigi Pettinati, direttore della banca di Leno, “ho avuto subito la sensazione di trovarmi di fronte a un banchiere. La nostra visita in Ecuador, nell’agosto successivo, ci ha convinti che Codesarrollo ha tutte le potenzialità per ripercorrere la strada che in Italia le Casse Rurali hanno fatto in più di cento anni di vita. Il modello di Credito cooperativo dimostra infatti tutta la sua efficacia sia nei paesi ad economia più forte, sia come strumento di emancipazione dei paesi del sud del mondo”.

“E’ vero”, ha aggiunto Pettinati, “questa è una sfida che dobbiamo affrontare con determinazione secondo alcuni passi. Primo, arrivare velocemente a un aumento del capitale sociale di Codesarrollo. Da una parte con le azioni di donazione –formando azionisti senza diritto di voto da un minimo di 500 euro – dall’altra con una veloce raccolta del capitale necessario ad opera di tutti i soggetti che partecipano all’iniziativa. Ma bisogna fare presto. Secondo passo, giungere a un pool di banche che possano dare a Codesarrollo finanziamenti a tasso agevolato. Le banche coinvolte devo tirare fuori i soldi. Solo così Codesarrollo potrà non solo fornire credito ma anche investire in strutture e persone. Terzo passo, costruire insieme progetti mirati in singoli settori”.

La salute di Codesarrollo è confermata dalla sua direttora Monica Bustos: “Nel 2001 la nostra banca è cresciuta del 140% in tutte le voci del suo bilancio. Eppure, 4 anni fa, quando abbiamo cominciato, tutti pensavano che sarebbe stato impossibile lavorare con i campesinos. Oggi invece Codesarrollo è visto con attenzione in Ecuador: abbiamo ottenuto prestigio perché lavoriamo con un gruppo di persone che credono che l’Ecuador possa cambiare”.

“Questo è un progetto nel quale il credito cooperativo crede profondamente”, ha detto Alessandro Azzi, presidente della Federazione italiana delle banche di credito cooperativo. “Investire in Codesarrollo significa un po’ ripercorrere le tappe del credito cooperativo in Italia, quando, cent’anni fa, avevamo tutte le previsioni contro, quando ci dicevano o che eravamo un “assurdo economico”. Oggi sappiamo bene che quella sfida è vinta. Il nostro è un modello che funziona e che può essere esportato. Questo con l’Ecuador è anche un progetto moderno perché comprende che il vero tema, oggi, è quello della distribuzione della ricchezza”.

Una ridistribuzione della ricchezza che vede in prima linea anche Ctm-Altromercato, nelle parole del suo presidente, Giorgio Dal Fiume: “Una delle cause della povertà è infatti la negazione del diritto di accesso al credito. Noi crediamo in questo progetto proprio perché aggredisce questo punto. E intende dimostrare che non solo un’altra economia è possibile, ma anche un altro sistema creditizio è possibile. E’ un investimento nello sviluppo, non solo un momento di cooperazione ma un cammino verso la produzione di un sistema permanente”.

“Lo sviluppo e il consolidamento di un progetto come Codesarrollo” ha aggiunto Fabio Salviato, presidente di Banca Etica, “rappresenta un’esperienza di controtendenza rispetto a un contesto economico mondiale in cui lo sviluppo, anche quello sociale, è musicato sulla base di alcuni indicatori solamente di tipo economico che non tengono conto di indici relativi a uno sviluppo complessivo: qualità della vita, occupazione, inquinamento, natalità, istruzione, criminalità”.

L’Ambasciatore dell’Ecuador in Italia, intervenendo al convegno romano, ha ribadito un semplicissimo concetto: i poveri restituiscono sempre quello che ricevono, ma è necessario che oggi il sistema creditizio italiano possa fornire prestiti alle realtà ecuatoriane a tassi italiani – inferiori anche a quelli migliori in Ecuador – nell’obiettivo finale di favorire lo sviluppo.

“La reciprocità va oltre la solidarietà perché in questo caso si dà e si riceve”. Per monsignor Giancarlo Brigantini, vescovo di Locri, la sfida può essere vinta riuscendo a trasformare la marginalità in tipicità, creando valore aggiunto e creando così economia, dignità, cultura. In un’ottica che coniuga insieme tre concetti: etica finanza e territorio.

La sfida è aperta. Ora è tutta da giocare facendo appello al cuore e all’intelligenza. Nella consapevolezza che investire in Codesarrollo non solo è un affare, ma significa anche stipulare cedole etiche che contribuiranno allo sviluppo di un Ecuador bellissimo vittima di un grande paradosso: un paese di grandi ricchezze naturali e umane, ma oggi infinitamente povero.

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