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La missione di Cassa Padana in Paraguay e Argentina è ormai verso la fine. Abbandoniamo il clima subtropicale del nord dell’Argentina e ci dirigiamo in aereo a San Rafael, Mendoza, per guadagnare il profondo sud della provincia, dove si è costituita la giunta promotrice della cassa di credito Mendosur Limitada.

La provincia di Mendoza è un’oasi di coltivazioni delimitate da pioppi tagliavento, tenacemente strappata al deserto grazie alla sapienza dagli Huarpes, indigeni che in passato abitavano la zona e che convogliavano l’acqua di disgelo verso i campi grazie a canali di scolo e alla semplice inclinazione del terreno.

Ora la provincia, oltre ad essere il fiore all’occhiello dell’industria vitivinicola argentina, è produttrice di frutta e ortaggi. Per questo, non ci lasciamo scappare l’occasione di gustarci succosissime pesche per noi fuori stagione e i nostri occhi rimangono delusi quando vediamo che l’inverno sembra vestire i filari di viti, spogliati di foglie e grappoli ormai pronti per la vendemmia dall’ennesima raffica di grandine, flagello di questo miracolo dell’agricoltura argentina.

Nonostante la sapienza antica degli Huarpes, l’approvvigionamento di acqua rimane comunque un problema per la provincia, che sembra avere una possibilitá di futuro solo al sud, visto che nel nord della regione le riserve idriche iniziano a non essere sufficienti per soddisfare consumo umano e agricolo.

La giunta promotrice della cassa di credito Mendosur Limitada non è una nuova conoscenza di Cassa Padana: un membro del futuro Consiglio di Amministrazione, Tulio Di Paolo, ha recentemente svolto uno stage presso la banca per carpire i segreti del credito cooperativo italiano e utilizzarne la centenaria esperienza una volta che la cassa argentina sará costituita. É proprio Tulio, reduce dell’avventura italiana, che ci fa conoscere i luoghi in cui la cassa sorgerá e alcuni dei suoi soci.

Ente promotore della futura istituzione finanziaria è la Camera di commercio, industria, agricoltura e allevamento di General Alvear, paese d’origine di Tulio, la quale opera congiuntamente con Ugacoop, l’universitá cooperativa in via di costituzione con l’obiettivo di creare un polo di eccellenza accademica in un luogo dal quale ora i giovani scappano solamente. L’universitá “in fieri” ha piani ambiziosissimi, tra i quali spiccano corsi di laurea in materie come la biomeccatronica, la biotecnologia e, non di minor conto, il cooperativismo e il mutualismo.

Nei piani della cassa c’è la volontá di aprire una succursale anche a Malargüe, localitá a circa 300 km di distanza da General Alvear, che con questa cittadina intesse relazioni economiche da anni. Malargüe gode di una posizione strategica invidiabile: proiettata verso la Cordigliera delle Ande e sulla strada per Las Leñas, famosa meta sciistica della regione, è via d’accesso naturale per San Antonio, il secondo porto di acque profonde del Cile dopo Valparaiso e, per questo, proprio nei pressi di Malargüe passerá la seconda autostrada che collegherá il Pacifico all’Atlantico. Inoltre, il cammino alla cordigliera passa per una piana di 3000 chilometri quadrati, un tempo solamente punteggiata di pozzi di esplorazione del petrolio, che oggi convivono con telescopi di fluorescenza e rivelatori Cherenkov.

La piana, viste le particolari condizioni di altitudine (tra i 1200 e i 1400 metri sul livello del mare) e di latitudine (piú o meno a metá tra il polo e l’equatore), è infatti sede dell’osservatorio Pierre Auger, unico al mondo nel suo genere, voluto dal premio nobel per la fisica James Cronin con lo scopo di studiare i raggi cosmici di elevatissima energia in collaborazione con i maggiori scienziati di tutto il mondo. Di questi raggi si sa poco o nulla, se non che sono dotati di un’energia un milione di volte superiore a quelle prodotta dai piú moderni acceleratori di particelle.

Dato che la nostra galassia è sprovvista di fonti che possano generare una tale intensitá di energia, l’osservatorio cerca di capire da dove provengano i raggi cosmici e di dare risposta a domande anche piú metafisiche: se, cioé, i principi della fisica che ci regolano valgano anche per il resto dell’universo.

La scommessa di questa futura cassa di credito cooperativa non è solo quella di riuscire a costituirsi e di essere sostenibile nel tempo: di fatto, interpretare il ruolo di banca del territorio di General Alvear e Malargüe, due luoghi cosí distanti almeno dal punto di vista italiano, è sicuramente una sfida ulteriore per chi si èé impegnato nel progetto. I due territori esprimono bisogni differenti ma li accomuna la stessa necessitá di credito. Gli strumenti quindi per soddisfare questi bisogni saranno diversi dal punto di vista dei prodotti finanziari e della progettualitá territoriale.

In questo, la possibile fusione tra Cassa Padana e la BCC Camuna potrebbe essere un ulteriore esempio da seguire. Oppure, il contrario e cioé la futura banca di credito cooperativo che emergerá dalla fusione potrebbe trovare nel modello argentino una fonte di ispirazione per essere banca del territorio tra pianura e montagna.

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