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Brescia. Una speranza concreta per la malattia in vista della Gionatata Mondiale dell’Alzheimer: il Dr. Alberto Benussi della Clinica Neurologica degli ‘Spedali Civili’ di Brescia ha raggiunto i primi risultati concreti con un progetto finanziato da Airalzh Onlus (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer). Emerge sempre più l’importanza di sostenere la ricerca, soprattutto quella rivolta alla diagnosi precoce.

Dopo l’approvazione di Aducanumab (un nuovo farmaco che, negli studi clinici, ha dimostrato di poter essere efficace nelle forme iniziali della malattia di Alzheimer) ricerca  sostenuta da Airalzh Onlus. Dal 2014, anno della sua fondazione, è l’unica associazione che promuove a livello nazionale la ricerca medico-scientifica sulla malattia di Alzheimer ed altre forme di demenza. Obiettivi principali di Airalzh sono quelli di concorrere all’identificazione dei fattori di rischio, al miglioramento delle tecniche per l’individuazione della malattia di Alzheimer nelle sue prime fasi e all’individuazione di nuovi bersagli per interventi terapeutici, con lo scopo di innalzare i livelli di cura, migliorare la qualità della vita dei pazienti e, infine, sensibilizzare l’opinione pubblica su questa malattia.

Guarda il video dei ricercatori e pazienti presso Clinica Neurologica Spedali Civili di Brescia: https://www.dropbox.com/s/401ek3ljgybvpof/Ricercatori%20a%20Brescia_web.mov?dl=0

Prof. Alessandro Padovani

È importante e fondamentale per Airalzh la Ricerca, impegnandosi ogni anno, con l’assegnazione a giovani ricercatori e ricercatrici di “Airalzh Grants for Young Researchers” (AGYR), fondi che permettono di sviluppare e potenziare carriere indipendenti. Gli ultimi Grant assegnati (AGYR 2020) si sono focalizzati sull’identificazione delle fasi precoci della malattia di Alzheimer: i sintomi di questa patologia – che coinvolge più di 600.000 persone in Italia – compaiono quando il quadro è già compromesso ed i trial clinici hanno dimostrato che i farmaci possono ottenere risultati meno favorevoli quando la malattia è già in fase conclamata.

A distanza di soli sei mesi da quando sono stati annunciati i vincitori del Bando “AGYR 2020”, il progetto del Dr. Alberto Benussi, operativo presso la Clinica Neurologica degli “Spedali Civili” di Brescia, è quello che sta ottenendo risultati più concreti.

Il Dr. Benussi ha pubblicato su Brain Stimulation – editore ELSEVIER – uno studio multicentrico che ha analizzato i risultati di un test non invasivo – la Stimolazione Magnetica Transcranica – su 160 soggetti con lieve deficit cognitivo. Lo studio ha dimostrato come sia possibile individuare e distinguere tra loro tre particolari gravi forme di demenza grazie ad uno specifico algoritmo.

Tra gli argomenti promossi da Airalzh Onlus, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer c’è anche l’approccio alla malattia di Alzheimer che deve essere multidimensionale e multidisciplinare. Per prevenire questo tipo di malattia, infatti, numerose sono le evidenze a favore del ruolo protettivo da parte degli stili di vita e delle abitudini (salutari, alimentari e sociali), che sappiamo possono ritardare la comparsa di sintomi o ridurre il rischio di insorgenza di altre malattie croniche, come quelle cardiovascolari, diabete di tipo 2 etc.

La Medicina avanza con molta lentezza, ma alla fine raggiunge dei risultati positivi, com’è successo con il caso di Aducanumab. Durante i trial con Aducanumab si sono registrati casi in cui i pazienti, a distanza di quattro anni, hanno mantenuto le loro abilità e autonomie. Probabilmente, non tutti beneficeranno allo stesso modo e occorre ricordare che la terapia può avere effetti collaterali. Quindi la ricerca sarà ancora necessaria per identificare precocemente i pazienti che risponderanno meglio alla terapia.

“La Ricerca si sta spingendo in due grosse direzioni: la terapia, con l’individuazione di farmaci atti a contrastare la malattia, e l’importanza della diagnosi precoce – sintetizza il Prof. Alessandro Padovani, socio fondatore e membro del Consiglio Direttivo di Airalzh oltre che Direttore della Clinica di Neurologia presso ASST Spedali Civili di Brescia –  Se, da un lato, la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato Aducanumab, primo trattamento che non si limita soltanto ad ‘aggredire’ i sintomi della demenza, ma anche a rallentare il declino cognitivo, dall’altro c’è il ruolo della diagnosi precoce. Sotto questo punto di vista, Airalzh è da tempo impegnata nella Ricerca, promuovendola allo scopo di trovare delle cure e investendo soprattutto nella diagnosi precoce in quanto, senza di essa, difficilmente si riuscirà a trovare una terapia per la malattia di Alzheimer. Siamo convinti – conclude il Prof Padovani – che per trovare un trattamento per l’Alzheimer dobbiamo percorrere la strada della diagnosi precoce ed Airalzh investe in questa direzione”.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer – proprio in virtù degli sforzi profusi della ricerca per una diagnosi precoce – Airalzh auspica che i malati siano presi in carico quanto prima, anche grazie alla medicina territoriale, sin da quando cominciano a palesarsi i primi disturbi. “Siamo certi che la speranza di una terapia aiuterà anche i pazienti e le famiglie a superare la “paura” della diagnosi, con un accesso più precoce al percorso di cura“, conclude la Presidente di Airalzh Onlus, Prof.ssa Alessandra Mocali.