Verona. Il libro che racconta la storia del millenario rapporto tra uomini e animali si apre nei meravigliosi panorami dei monti del parco naturale della Lessinia, è in queste valli che pascola la pecora brogna, l’unica razza autoctona della montagna veronese sopravvissuta all’estinzione. Una lunga storia di uomini, monti e pastorizia che ha inizio nel lontano Neolitico.Nelle Prealpi Venete, nei pascoli di un’area incontaminata circondata da vette che raggiungono i 1800 metri di altezza e protetta, in parte, dal Parco Naturale Regionale della Lessinia, una speciale razza ovina autoctona ha trovato il luogo ideale in cui stabilirsi e di cui, da secoli, è la protagonista. La pecora brogna, conosciuta anche come badiota, prognola o nostrana, da poco è entrata a far parte della ricca famiglia dei Presìdi Slow Food.

La storia degli allevamenti ovini si interseca con le vicende umane e con l’economia rurale, si intreccia con quella degli Scaligeri e delle nobili famiglie veronesi che, nella montagna veronese avevano costruito numerose malghe presso le quali erano insediati gli allevamenti da cui si ricavava lana pregiata che veniva commercializzata in città nella corte delle Sgarzerie facendo concorrenza ai mercati delle Fiandre e dell’Inghilterra.

La lana, di qualità pregiata, veniva scambiata e filata fino a 50 anni fa nel mercato di Badia che era sorto anche per permettere la compravendita dei prodotti della Lessinia. La lana veronese, in epoca medioevale, era già famosa e rinomata. Fino al 1500 i prodotti realizzati con la lana delle pecore locali conoscono un mercato fiorente. La lana lavorata, filata e tinta era utilizzata per la produzione degli allora ricercati “panni alti veronesi” che costituivano un articolo molto pregiato e richiesto.

E, nonostante con il passare del tempo le condizioni di vita in queste vallate si siano fatte meno gravose, la pecora brogna continua a rappresentare un presidio preziosissimo per il territorio.

La storia della pecora brogna si intreccia strettamente con tutta l’attività antropica del territorio della Lessinia e si dimostra complementare ad essa, non solo nel settore della produzione e commercializzazione dei suoi derivati, ma anche come valido partner nell’opera di salvaguardia dell’ambiente naturale, quale strumento privilegiato contro la continua avanzata del bosco e degli arbusti spinosi, favorendo la pulizia dei pascoli scoscesi e il consolidamento dei fondi agricoli.

La pecora brogna è di taglia media, ha zampe sottili e una struttura più snella rispetto alle razze più produttive. Ciononostante, viene allevata per la sua carne delicata, il latte e la lana, caratterizzata da una fibra morbidissima molto più sottile rispetto ai filati delle razze locali più comuni.

Il Presidio della pecora brogna è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali,Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle Imprese.