Tempo di lettura: 4 minuti

Cile. Al confine con il deserto dell’Atacama, a nord del Cile, si staglia la sagoma imponente del Ojos del Salado, un vulcano di quasi 7000 metri che sembra sorreggere la spina dorsale della cordigliera delle Ande che da queste parti si affaccia su uno dei deserti più aridi del pianeta. In inverno, la stagione secca, i cieli sopra le Ande sono di un blu cobalto e l’Atacama è strozzato dalla siccità. Si sono dati appuntamento sotto il cono dell’Ojos del Salado i ragazzi, guide andine della Escuela de Alta Montagna don Bosco del Perù, per tentare la salita alla vetta del vulcano più alto del mondo, con poco tempo e pochissime risorse a disposizione.ojos 04

Nello zaino dei tre ragazzi peruviani, Amador, Edgar e Cesar, una vita in salita, senza sconti o scappatoie, figli di poveri pastori andini diventati con fatica guide di alta montagna. Per loro, da bambini, le montagne erano solo sinonimo del nulla, un luogo dove non potevano portare a pascolare gli armenti. Sul ghiacciaio si andava una volta all’anno a raccogliere la neve, mescolarla con la limonata, per farci il gelato alla festa del paese. Una vita di stenti sino a quando hanno incontrato Giancarlo Sardini, volontario dell’Operazione Mato Grosso (OMG), direttore della Escuela de Guiasde Montagna don Bosco. Fare la guida di montagna è oggi per i ragazzi un lavoro, ma rimane ancora un bel sogno.ojos 02

In una giornata tersa di fine gennaio i ragazzi si sono ritrovati al villaggio cileno di Copiapo ai piedi della grande montagna, dopo aver attraversato il Perù e il deserto cileno con mezzi di fortuna in un estenuante viaggio su strade aride, con gli altri componenti della spedizione. Ad attenderli, in un monastero francescano ai confini del mondo, un gentilissimo frate italiano P. Fabrizio Restante.   In viaggio con loro c’era Giancarlo, oramai loro padre adottivo, la guida alpina Valerio Bertoglio che li aveva istruiti negli anni della scuola e don Antonio Zavatarelli o padre Topio per gli amici, un prete che maneggia agevolmente il calice per la messa e la piccozza per le montagne, sempre al fianco dei ragazzi delle Ande e Giovanni Brunetto, un alpinista italiano.

Dopo i preparativi la partenza, zaino pesante in spalla, alla volta del vulcano Ojos de Salado e dei suoi 6920 metri. La montagna che si erge in mezzo al deserto arido e secco che ne enfatizza la difficoltà di salita. Dopo aver percorso circa 280 km la spedizione ha passato il primo rifugio Murray a 4300 m. Una sosta per prendere fiato poi hanno proseguito fino a raggiungere il Bivacco Atacama a 5200 m. dove è stato installato il campo base. L’alba seguente la giornata era splendida, non una nube in quota, il sole rischiarava e scaldava i loro passi. Hanno trasportato i materiali fino al bivacco Tejos a 5800 m. Da lì il giorno successivo si sarebbe tentato l’attacco alla cima. Solo tre componenti della piccola spedizione erano in condizioni fisiche ottimali per affrontare il colosso in pieno deserto. La lunga marcia di avvicinamento, i materiali portati a spalla senza ausilio di animali o portatori e la quota aveva piegato gambe e resistenza a tutti. Nel cuore della notte hanno iniziato l’attacco alla vetta: Edgar, padre Topio e Giovanni. La temperatura era sotto lo zero, freddo e vento in quota. Poca riserva di energia.ojos 01

Passo lento cercando di ingoiare l’insufficiente ossigeno.  La vetta è stata raggiunta il giorno stabilito e progettato da tempo: il 26 gennaio, per mandare del tetto delle Ande un augurio per il novantesimo compleanno a padre Ugo de Censi, fondatore dell’Operazione Mato Grosso, il miglior amico di decine di migliaia di ragazzi poveri dell’America Latina: un “forza Ugo non sei solo!” lanciato dalla cima. Una vetta per un amico!

Padre Topio lassù ha scambiato la piccozza con il calice, portato nello zaino, per celebrare la messa più alta del mondo, per risvegliare l’attenzione sui tanti giovani che lavorano gratuitamente per i poveri in quell’esercito invisibile che chiamiamo Operazione Mato Grosso. Un ideale di gratuità che va ben oltre le montagne, le vette, gli exploit, le mete, le conquiste, le vittorie.

Il rientro è stato veloce fino al Bivacco Atacama, e poi ancora giù veloci al Rifugio Murray. Pochi giorni dopo erano già a Copiapo pronti a rientrare in Perù e in Italia.

-Penso che adesso dopo aver sfidato le Ande, dal Chimborazo al Huascaran, il Huayna Potosi in Boliviojos 03a, l’Aconcagua in Argentina e oggi l’Ojos de Salado– ha dichiarato Giancarlo Sardini al rientro in Italia – adesso i ragazzi della Escuela de Guias de Montagna don Bosco sono pronti per la grande sfida, un sogno grande 8000 metri, in Himalaya. Con molta modestia, ma caparbiamente abbiamo riportato, l’amore per la natura, l’amore per le persone e i bambini indifesi, poveri e sofferenti in vetta alle montagne. Contro un mondo di sprechi, di ingiustizie, di parole al vento, di venditori di fumo che ci va stretto e va stretto a molti giovani, che si stanno arrendendo e smettono di sognare. Chissà cosa ci riserverà il futuro? –

 Per informazioni su trekking e spedizioni sulle Ande con le Guide Don Bosco: http://www.trekkingandini.net/

 

 

 

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *