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La giornata è mite, anche se forse non ho lo spirito giusto per affrontarla. Mi alzo di buon mattino, quando per il mio corpo è l’ora in cui Cenerentola rotola dalle scale perdendo la scarpetta e la carrozza è di nuovo una zucca. Ma le campane non suonano dodici rintocchi.

Meta della giornata, Bolzano. La cittadina ospita un evento importante per il progetto che, da alcuni anni, vede la Palestina appuntamento fisso dell’agenda di mutualità internazionale di Cassa Padana.
La prima missione, del maggio 2009 assieme alla Bcc dell’Adda e del Cremasco, era servita per conoscere i Territori Occupati, le istituzioni che quotidianamente ne difendono il diritto ad una vita dignitosa e le autorità, che cercano di dare regole di funzionamento alla società civile come se ci fosse davvero uno stato da governare.
Poi, grazie al sodalizio decennale con Ctm Altromercato, con il quale Cassa Padana partecipa alla Fondazione Solidarete, a marzo 2011 la banca era riuscita a farsi ricevere da Parc con l’obiettivo di conoscere le cooperative di risparmio e credito che la più importante ong locale ha creato a partire dal 1999 a favore delle donne palestinesi. Parc e federazione di cooperative Ucasc avevano poi ricambiato la visita venendo a conoscere il credito cooperativo italiano e, nello specifico, Cassa Padana, lBcc dell’Adda e del Cremasco, Federazione Trentina e Federazione Raiffeisen. Quest’ultimo passo è stato decisivo perché ha permesso alle quattro istituzioni cooperative di iniziare a parlare di Palestina e di cercare una via per condividere le attività che ognuna svolgeva o stava per intraprendere a favore dei Territori Occupati.
Per questo motivo, a Bolzano è nata Palisco. L’associazione si prefigge la promozione del credito cooperativo nei territori dello Stato di Israele e in quelli governati dalla Autorità Nazionale Palestinese. I soci fondatori sono Cassa Padana, Bcc dell’Adda e del Cremasco e Federazione Coop. Raiffeisen, ma l’associazione è aperta a chi ne faccia richiesta e aderisca allo Statuto.
Palisco si cimenterà su due fronti principali: in primis, cercherà di organizzare in Palestina un comitato promotore per la costituzione di una banca di credito cooperativo attingendo al bacino delle tante istituzioni cooperative che popolano i Territori Occupati e i cui soci vivono quotidianamente le conseguenze di uno scarso accesso al credito. Per fare ciò, l’associazione si preoccuperà anche di mantenere relazioni con istituzioni quali l’Autorità Monetaria Palestinese e il Ministero del lavoro, già interpellate e molto interessate a favorire la diffusione del credito cooperativo in Palestina.
Palisco si dedicherà poi a fornire supporto tecnico alle cooperative di risparmio e credito di Parc e alla loro Federazione, secondo un piano di ristrutturazione che è stato presentato all’ong, ad Ucasc e alle sue socie durante la di giugno. La missione è stata anche l’occasione per presentare Palisco ad istituzioni e cooperative locali e a muovere i primi passi verso la costituzione del comitato promotore della banca di credito cooperativo.
Il progetto vive poi un momento veramente intenso: essere in contatto con cooperative di risparmio e credito dei Territori Occupati permette a Cassa Padana di vivere un’esperienza unica. Cepes, la Confederazione Imprenditoriale Spagnola dell’Economia Sociale, ed Esmed, la Rete Euro-Mediterranea dell’Economia Sociale, hanno invitato Cassa Padana a parlare della propria attività sul territorio e delle cooperative di risparmio e credito socie di Ucasc alla Conferenza sulla “Impresa cooperativa come attore socio economico per uno sviluppo economico e sociale nel Mediterraneo”, organizzata in occasione dell’anno Internazionale delle Cooperative. Assieme a istituzioni che rappresentano cooperative e imprese sociali di Algeria, Francia, Marocco, Portogallo, Spagna, Tunisia, Egitto, Turchia, Libano e Giordania, lo scorso maggio abbiamo portato la nostra testimonianza e quella palestinese. Questo palcoscenico e le alleanze che ne possono scaturire sono un passo in più verso la realizzazione del progetto.

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Elisabetta Berto
Mantovana d'origine, cittadina del mondo per necessitá. Dopo gli studi a Milano intraprende un personale percorso di approfondimento della finanza per lo sviluppo che la porta prima in Kosovo, poi in Ecuador e, infine, in Argentina. Lí ritrova se stessa. Adora i tortelli di zucca, non può fare a meno del canto e dello spagnolo. Calvino il primo amore, Borges un compagno per la vita. Colore preferito: rouge d'Armani 400.

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