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Brescia. Indossate vestiti e scarpe comode per partecipare alla visita insolita, eccezionale e curiosa nel Duomo Vecchio, perché per ammirare il restauro del famoso organo Antegnati e gli affreschi del Romanino scoperti lo scorso anno, c’è da inerpicarsi su ponteggi  aerei.

È la proposta del FAI delegazione di Brescia che ha programmato per domenica 20, sabato 27 e domenica 28 ottobre una straordinaria visita al cantiere di restauro dell’organo Antegnati nel Duomo Vecchio, un’occasione imperdibile per conoscere il prezioso strumento musicale e gli inediti affreschi di Romanino venuti alla luce lo scorso anno durante i lavori di restauro dietro le canne dell’antico organo. L’accesso è solo su prenotazione: consultate i posti disponibili su www.faiprenotazioni.it  Le visite sono tenute dal restauratore Paolo Mariani, il contributo richiesto è di 10 euro per gli iscritti FAI e 15 per i non iscritti e fa parte della raccolta fondi lanciata dal FAI per il restauro dell’organo.

Segnalato come “Luogo del Cuore” nel censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI nel 2014, l’organo Antegnati ha visto una mobilitazione appassionata da parte dei cittadini che ha consentito all’organo di posizionarsi al dodicesimo posto della classifica nazionale dei beni più amati.

Grazie al risultato conseguito, la parrocchia della Cattedrale della Diocesi di Brescia; ente proprietario, ha potuto accedere a un contributo economico de “I Luoghi del Cuore” per avviare l’intervento di restauro dell’organo. Così sono iniziati i lavori di smontaggio dell’organo Antegnati – Serassi del Duomo Vecchio che sanciscono l’inizio del recupero del prezioso strumento, ricostruito nel 1824 – 1832 dalla celebre ditta Fratelli Serassi di Bergamo, col riutilizzo integrale di tutto il materiale fonico del precedente strumento realizzato da Gian Giacomo Antegnati di Brescia nel 1536 – 1537.

Il suono delle canne del più antico organo ha accompagnato le liturgie, la fede, ma anche la storia e le vicende dei bresciani per cinque secoli, con una melodia unica e inimitabile, perché ogni organo ha la sua musicalità unica, seppur uscito dalla stessa pregiata bottega artigiana dell’organaro Gian Giacomo Antegnati, con le sue 1.300 canne, attaccate nel tempo e in modo grave dal cancro dello stagno.

Un accurato restauro è stato dedicato anche alla monumentale cassa lignea e delle due cantorie, oggi attaccate dal tarlo del legno e private dell’originale cromia, splendido esempio di impianto rinascimentale, opera del bolognese Battista Piantavigna da Bologna, le cui ante dipinte dal Romanino nel 1540 sono conservate nel Duomo Nuovo. Durante lo smontaggio delle canne sono apparsi, con grande sorpresa, degli affreschi attribuiti al celeberrimo pittore bresciano.

L’organo del Duomo Vecchio di Brescia venne ricostruito dai Fratelli Serassi nel 1826 utilizzando quasi interamente il materiale fonico del preesistente organo cinquecentesco di Giovanni Giacomo Antegnati. L’inaugurazione ebbe luogo nel 1538, il collaudo finale, con lode, nel 1540. Gli organi Antegnati erano famosi per la loro qualità: «Organi così ben lavorati che non da mano di homo, ma da natura creati paiono». Nel 1589 Costanzo Antegnati specificò che «l’organo ch’ora si suona nel nostro Domo è stimato uno de’ migliori e più famosi ch’oggi si sentino in tutta Italia».

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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