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Manerbio (Brescia) – Promuovere quel dialogo interreligioso che, se in ambito ecumenico, riguarda le chiese cristiane, in un altro, più esotico contesto, rimanda, invece, ad una capacità di interazione promossa anche con i referenti della fede islamica.

Il Gruppo Lombardo dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), sezione di Manerbio – Bassa Bresciana, ha raccolto questa sfida, organizzando un apposito convegno a tema, concretizzatosi nel penultimo sabato del mese di marzo che il sodalizio organizzatore ha scelto come ulteriore tappa del programma delle proprie attività per il 2019, usufruendo dell’ospitalità della sala “Paolo VI”, situata nell’oratorio di tale località.

Don Francesco Baronchelli, segretario generale del “Pontificio Istituto di Studi Arabi e di Islamistica, don Giuseppe Castellanelli, già direttore della “Residenza” e della “Casa del Clero Beato Mosè Tovini” di Brescia, don Alessandro Tuccinardi, parroco di Manerbio, Sara Barbi, presidente del “Lions Club Bassa Bresciana“, Sandro Vazzoler, presidente del “Rotary Brescia – Manerbio” e la prof.ssa Silvana Platto del “Movimento dei Focolari“, sono stati i relatori di questo convegno, intitolato “Siamo tutti figli di Abramo – Le religioni come veicolo di pace”, che è stato introdotto da Giuseppe Pozzi, presidente dell’UCID locale, nel ruolo pure di coordinatore, anche durante questa partecipata iniziativa, a snodo gli interventi che hanno sostanziato la trattazione di una tematica particolarmente connessa alla significativa contingenza attuale, nella rimodulazione di un incombente riassetto migratorio epocale.

Ciascuno ha portato la propria esperienza che, in ordine ad una serie di prerogative personali, è stata espressa nella prospettiva accademica, per voce di don Alessandro Baronchelli, secondo gli studi ispirati ad una cultura dell’incontro, per la messa in evidenza di un insieme di argomentate ragioni storiche che risultano focalizzate sui testi biblici, per via dei coincidenti punti di raccordo della religione cristiana, islamica ed ebraica, mentre don Giuseppe Castellanelli ha proposto un’efficace esposizione della propria tesi di laurea dedicata all’antica opera “De pace fidei” (La pace della fede) di Niccolò Cusano (1401 – 1464), nella quale sono sviscerate le considerazioni di una preveggente analisi di conciliazione delle varie confessioni religiose, su un piano di possibile armonia e di vigilante condivisione, nel rispetto di una sorta di patto di vicendevole “non aggressione”.

Il titolare della parocchia manerbiese ha dettagliato una serie di avvenute iniziative solidaristiche maturate nelle trasferte in Paesi che sono di differente religione, rispetto a quella cristiana, dove è stato possibile interpretare i valori evangelici nella carità, portata avanti nel punto d’intesa di un progetto profuso sul piano di una “terra di missione”.

Analogo stare con chi riconduce il proprio modo di essere nella scelta di una diversa confessione religiosa è stato pure evidenziato da parte della prof.ssa Platto che ha illustrato le iniziative svolte a Brescia per favorire un dialogo con l’ormai affermata presenza dell’Islam anche nel bresciano che, pure nel medesimo capoluogo, ha un proprio centro organizzato, dove il “Movimento del Focolare” è stato accolto per un assecondato confronto fra la matrice cattolica, propria di tale aggregazione laicale, ed il mondo islamico, in sinergia con i maggiori referenti delle rispettive realtà del panorama istituzionale locale.

Visto il rapporto di amicizia e di fraternità che si era stabilita con i responsabili del Centro Culturale islamico, abbiamo capito che dovevamo affiancare questi appuntamenti a carattere civile con altri a carattere storico culturale e altri puntando alla dimensione spirituale per conoscere i cardini fondanti delle rispettive religioni e portare il dialogo nella concretezza della vita quotidiana, così, qui, presso il nostro Centro Mariapoli Luce di Frontignano dal 2016, ci sono stati due incontri ogni anno, preparati congiuntamente, con una presenza media di 150 persone“: ha spiegato la prof.ssa Silvana Platto, precisando, fra l’altro, che tali eventi hanno toccato la preghiera, la misericordia, la pace, il dialogo, la donna, quali argomenti rispettivamente analizzati “Nel Cristianesimo e nell’Islam”, mentre, ancora per questa esponente del “Movimento del Focolare”, “L’altra importante iniziativa è stata la firma del “Patto Bresciano per un Islam italiano. Domenica 17 dicembre 2017 è stato consegnato al Presidente dei Comuni bresciani, dott. Gabriele Zanni, il “Patto bresciano per un Islam italiano”, espressione di una comunità aperta, integrata e aderente ai valori e ai principi dell’ordinamento statale, sottoscritto da una trentina di associazioni cattoliche e civili e le comunità islamiche di Brescia e provincia. (…) Il senso della firma di questo documento che riprende il documento nazionale sottoscritto il 1° febbraio dello stesso anno dal Ministero degli Interni e da varie sigle del mondo musulmano che rappresentano circa il 70% dei musulmani presenti in Italia, come è stato sottolineato da molti, è dare continuità e forza al dialogo che da anni le istituzioni, la Diocesi e varie realtà aggregative stanno tessendo sul nostro territorio con lo scopo di riconoscere la dignità ad ogni essere umano e di adoperarsi, gli uni verso gli altri, con spirito di fraternità, come recita la Dichiarazione universale dei diritti umani“.

Come, invece, spiegato da don Baronchelli, il sottoscrivere un’appurata dichiarazione d’intenti è un elemento pure contraddistinguente “Il documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”, firmato da Papa Francesco e dal Grande Iman di Al – Azhar, Ahmad Al – Tayyeb il 4 febbraio 2019, dove, fra i vari enunciati, si esplicita il fatto che: “Al – Azhar al Sharif – con i mussulmani d’Oriente e d’Occidente – insieme alla Chiesa Cattolica – con i Cattolici d’Oriente e d’Occidente -, dichiarano di adottare la cultura del dialogo come via; la collaborazione comune come condotta; la conoscenza reciproca come metodo e criterio. (….) le religioni non incitano mai alla guerra e non sollecitano sentimenti di odio, ostilità, estremismo, nè invitano alla violenza o allo spargimento di sangue. (…)“.

Tali esercizi di intesa risultano funzionali alle difficoltà, constatate su più fronti, rispetto a questa importante porzione di dialogo interreligioso, come, ad esempio, nelle considerazioni di Maurizio Del Maschio, fra le altre, espresse nell’edizione numero 6 della rivista “Delta” per il 2015: “(…) l’Occidente si è fatto un’immagine di comodo della controparte islamica. Pensa che “l’altro” ragioni come noi, abbia le medesime categorie mentali, la stessa struttura di ragionamento. Non è così. L’Islam è statico, non ha condiviso l’umanesimo, non ha fatto l’esperienza illuminista (con le sue luci e le sue ombre) non ha scisso il temporale dallo spirituale, non conosce libertà di pensiero. Il suo obiettivo è l’islamizzazione globale, concepita come l’unica via di salvezza dell’umanità. La sua stella polare è il Corano, un libro sigillato di cui va fatta solo una lettura letterale. Il mondo islamico è difficilmente permeabile e diffidente nei confronti di tutto ciò che viene dall’Occidente. Non si può negare che abbia pure delle buoni ragioni, dal momento che l’Occidenmte mostra impudicamente i suoi aspetti peggiori. (…)“.

Ulteriori contributi, sviluppati in questo periodico incontro dell’UCID zonale, sono pure giunti dal capitano dei Carabinieri, Comandante della Compagnia di Verolanuova, Tedros Christian Comitti Berè, e dalla direttrice di Brevivet, Barbara Chiodi, mentre a conclusione dell’evento è seguita la concelebrazione eucaristica nella chiesetta della medesima sede parrocchiale propria dell’oratorio di Manerbio.

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