Ferrara. È una serata musicale per rivivere le atmosfere sudamericane al teatro Ferrara Off, dall’aria calda della Bahia alla nebbia della pianura. Sabato 10 febbraio arriva sul palcoscenico il primo appuntamento musicale della stagione “Uno, Nessuno, Centomila” con un concerto dalle atmosfere sudamericane tra tradizione e cantautorato.

Sul palco del teatro del baluardo della Montagna va in scena, alle ore 21, “Come un’onda” con il duo già consolidato composto dal percussionista Peppe Consolmagno e dalla cantautrice brasiliana, ferrarese di adozione, Daniella Firpo ai quali si aggiunge, per questa speciale occasione, il poliedrico chitarrista Rocco Papia con il quale la Firpo collaborò in occasione del Premio Andrea Parodi (importante festival legato alla World Music).

Il trio vanta la speciale capacità di unire la tradizione sonora brasiliana, terra che ricopre un ruolo centrale nella ricerca artistica dei musicisti in scena, con canzoni autoriali e improvvisazioni jazz. La voce di Daniella Firpo e le sonorità degli strumenti costruiti direttamente da Peppe Consolmagno troveranno la loro armonia nelle corde della chitarra di Rocco Papia, trasportando “Come un’onda” tutto il pubblico nelle atmosfere della Bahia e della foresta amazzonica.

Domenica 11 febbraio alle ore 21 in scena: Ecce Robot!. ”Ero bambino, tra gli anni ’70 e gli anni ’80, quando arrivarono in Italia i primi cartoni animati giapponesi. Era l’Italia delle stragi, del rapimento di Aldo Moro, delle Brigate Rosse e dell’ascesa di Silvio Berlusconi e delle sue televisioni, ma questo io non lo sapevo ancora. Ignaro di trovarmi nel bel mezzo degli anni di piombo, vivevo l’infanzia tra robot d’acciaio.”

Ispirato liberamente all’opera di Go Nagai – autore di Jeeg Robot, Goldrake, Mazinga -, tra resoconto delle trame dei singoli episodi dei cartoni giapponesi (con particolare attenzione per la sceneggiatura di Mazinga Z) e la ricostruzione storica di un’invasione (quella dei serial nipponici nei palinsesti pubblici e privati, ma anche quella della televisione dentro le nostre teste), lo spettacolo è il divertito e autocritico racconto di una generazione che, ignara di vivere negli anni di piombo, cresceva tra robot d’acciaio.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.