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Padernello, Brescia. Primi aliti autunnali avvolgono il maniero di Padernello, un richiamo irresistibile alla lettura, torna al Castello di Padernello l’edizione autunnale di Un’ora d’autore. Itinerari letterari a cura di Agostino Garda. Un appuntamento consueto, ma sempre vivo partecipato che si sviluppa da ormai molti anni in due stagioni, una ad aprile, l’altra ad ottobre. Le lusinghiere adesioni autorizzano a proseguire secondo questo format consolidato.

Un’ora d’autore, inoltre, rientra tra le molteplici finalità che la Fondazione Castello di Padernello si propone, ovvero la promozione della passione per la lettura di qualità. Il tema individuato per la stagione dell’ottobre 2018 è la condivisione declinata nelle varie esperienze della vita e nelle più diverse aree dell’impegno umano. È un valore che sottostà anche alla filosofia ispiratrice di chi al Castello di Padernello pensa ed opera. Risulta oggi, forse più di ieri, fondamento da rinvigorire.

Le serate sono ad ingresso libero e inizieranno alle ore 20.45.

Il programma:

Mercoledì 3 ottobre si comincia con Giù le maschere di Salvatore Striano (ed. Città nuova narratori). Salvatore Striano, nato e cresciuto nei Quartieri Spagnoli di Napoli, è stato uno dei leader di Testa Matta, gruppo criminale nato per contrastare la camorra. Arrestato, frequenta un laboratorio teatrale che trasformerà la sua vita. Gomorra, Cesare deve morire, Fortapasc sono alcuni dei suoi successi cinematografici.

Giù le maschere è l’intensa narrazione di una sua esperienza, nata quasi per caso, in una casa di famiglia, un’occasione di una trasferta teatrale. Si trasforma, inaspettatamente, in un’occasione di condivisione con un gruppo di ragazzi definiti problematici. L’esperienza teatrale diviene grande opportunità di sblocco, di crescita per personalità offese e sofferenti. Di crescita anche per Salvatore. Chi offre spesso riceve più di quanto ha dato.

Si prosegue giovedì 11 ottobre con Il Melograno di Andrea Calzi (ed. Streetlib), con la presenza dell’autore. Andrea Calzi è nato nel 1981, laureato in Ingegneria all’Università degli Studi di Brescia, nel 2008 pubblica il suo primo libro Entro dal retro.

Ora è in libreria con la sua seconda opera Il Melograno, un romanzo. È la storia di Luca, milanese sempre in viaggio alla ricerca di nuove immagini, è fotografo di livello, pronto a nuovi incontri per condividere i vari scampoli della vita. Ancorato alla famiglia, seppur fisicamente spesso lontano, condivide sentimenti di intensa vicinanza, specie con la madre. Condivide intense emozioni con le donne che incontra e con le quali intesse permanenze importanti. Condivide le emozioni elettrizzanti della sua professione, persino in esperienze inaspettatamente da thriller.

Giovedì 18 ottobre, invece, è la volta di Con:dividere di Johonny Dotti, con la presenza dell’autore. L’opera nasce dall’affermazione di una necessità: il raccontare. Generalmente si fa molto, spesso in fretta, non sempre bene. Si va perdendo la volontà, forse la capacità di raccontare la propria storia che ha incontrato la storia di altri per agire nella storia di molti.

Raccontare allora diviene opportunità di letteratura critica del proprio fare. Non è commercializzazione celebrativa, è analisi in funzione di migliori programmazioni. Johnny Dotti ripercorre un cammino ventennale di impegno indagando termini come lavoro, fragilità, socio, cooperazione, volontà, ultimi, crescita con la forza della sua esperienza sul campo, con la lucidità del docente, qual è, presso la Facoltà di Scienze Politiche e sociali dell’Università Cattolica di Milano.

La rassegna si conclude giovedì 25 ottobre con Un cammino di Aldo Ungari (ed. Gam).  Sarà presente l’autore con Claudio Baroni, giornalista del Giornale di Brescia. Aldo Ungari, laureato in Economia e Commercio, ha insegnato per alcuni decenni geografia economica. Ha pubblicato parecchi libro di geografia ed è al suo quarto romanzo: Un cammino.

Don Luigi con la sua mamma Amalia sono personaggi di un’umanità generosa senza confini. Disponibili all’aiuto, capaci di privare se stessi per gli altri, eroici fino al rischio della vita per salvare altre vite. Un prete intelligente che si muove con l’audacia di chi sa agire per il bene, per l’aiuto di un prossimo schiacciato dalle nere folate di un fascismo prossimo all’entrata in guerra e poi dalla guerra. Decine di personaggi si muovono in questo scenario in cui le vicende dei singoli sono sempre saldamente inserite nella storia di guerra che nel ’45 terminerà proprio con l’esperienza terrena di Don Luigi.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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