La data tanto attesa può essere ufficializzata: dall’inizio di luglio la Val di Non ha ridato il via alle visite dei bellissimi castelli e palazzi storici che l’hanno resa famosa in tutto il mondo, insieme alle sue mele DOP, ai profondi canyon e a un patrimonio naturalistico unico: Castel Valer e Castel Coredo con Palazzo Nero, Castel Belasi e Castel Nanno saranno visitabili fino al 1° novembre.

E nell’estate in cui fruire in sicurezza di un’esperienza è più che mai fondamentale, sarà possibile avere queste antiche dimore quasi interamente per sé, vivendone la scoperta in modo pressoché esclusivo, godendosi l’atmosfera sospesa nel tempo, tra i passaggi segreti, i loggiati e le sale che hanno fatto da testimoni a feste, battaglie, cortei, nonché, qualche volta, a vicende cruente come i processi alle streghe o la triste fine degli amanti, osteggiati dalle famiglie rivali, Melisenda e Ludovico di Castel Nanno.

Per questo maniero merita una speciale menzione l’opportunità di fermarsi nell’ampio giardino per fare un picnic o per concedersi qualche preziosa ora di relax.

Un autentico scrigno di tesori come Castel Valer, abitato ininterrottamente alla famiglia Spaur dal XIV secolo, sarà accessibile tutta la settimana, su prenotazione.

Vale la pena raggiungere la Val di Non anche solo farsi incantare l’imponente bellezza, con la sua torre ottagonale, unica in tutto il Nord Italia, che svetta tra i filari di melo.

È in assoluto uno dei manieri più ricchi di elementi originali di tutto l’arco alpino e per poter accedere è sufficiente contattare l’APT della Val di Non, scegliendo, con un giorno di anticipo, la data e l’orario desiderati.

Le persone che potranno prendere parte a ogni visita saranno al massimo 10, ma già con soltanto 4 iscritti si potrà varcarne la soglia e fare un viaggio nella storia locale ed europea, in compagnia di una guida, tra aree fiabesche quali il giardino, la loggia o il salone degli stemmi, ammirando, oltre a pezzi di vita del castello e dei suoi abitanti (mobilio, oggetti, documenti, quadri e memorabilia sono davvero straordinari), cicli affrescati come quelli delle “Sale Madruzziane”, realizzati nel XVI secolo da Marcello Fogolino, o della Cappella di San Valerio, dipinti nella seconda metà del ‘400 da Giovanni e Battista Baschenis.

Stessa modalità di accesso anche per un altro edificio storico di grandissimo valore quale Castel Coredo, visitabile insieme a Palazzo Nero: il primo non ha il profilo classicamente associabile a un maniero, ma la cinta muraria che lo circonda, gli scuri bianchi e rossi e la posizione elevata ne rivelano al primo sguardo le nobili origini.

Se ne ha menzione per la prima volta nel 1291, anche se le forme attuali sono dovute all’intervento del 1726, voluto dal cavaliere del Sacro Romano Impero Sigismondo Nicolo Coreth.

I conti Coreth zu Coredo e Starkenberg, elevati al titolo comitale nel 1772 da Maria Teresa d’Austria, detengono ancora la proprietà del palazzo che conserva pregevoli arredi, trofei di caccia e un’interessante quadreria.

Palazzo Nero venne eretto nel 1460 dal Principe Vescovo Giorgio II Hack, su una precedente casa murata di cui si vede ancora la facciata “a sperone”. Sede della Giustizia fin al 1475, deve probabilmente il suo nome a un incendio doloso, appiccato nel 1477.

È uno dei pochi esempi di edilizia pubblica del ‘400 presenti nell’intera regione, tra il 1613 e il 1614 fu sede di un processo per stregoneria che coinvolse ben 150 imputati, e al primo piano conserva un interessante ciclo di affreschi del XVI secolo collocato nella cosiddetta Sala del Giudizio.

Un altro maniero che tristemente venne interessato da processi per stregoneria (tra il 1611 e il 1615) è Castel Nanno, visitabile come Castel Belasi, senza prenotazione e con orario continuato: il primo, ogni domenica (in agosto anche il sabato), il secondo, dal martedì alla domenica, fino al 6 settembre, e, successivamente, nei weekend e nei giorni festivi.

Entrambi sono privi di arredi, ma l’eco delle storie che custodiscono è vivo e palpitante a ogni passo.

Castel Nanno, rimaneggiato nel 1500, con la forma quadrata, rimanda a echi palladiani e a un’impronta stilistica “all’italiana”, rara in Trentino; Castel Belasi, invece, con le sue mura (XIV e XVI secolo), la torre pentagonale, il cammino di ronda e i merli, è il castello-fortezza per eccellenza.

Oltre che per la particolarità delle fattezze, si distinguono per le posizioni panoramiche in mezzo ai meleti che regalano uno spettacolare colpo d’occhio sulla vallata e sugli altri manieri del territorio.

In entrambi, è presente un servizio di audioguida. Una guida, inoltre, sarà sempre presente a Castel Nanno per un’introduzione alla visita, prima di avviarsi lungo il percorso valorizzato in più punti da pannelli informativi.