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Sansepolcro –  “Che si balestri il Palio!”. Ogni anno la frase risuona nella Piazza Torre di Berta e dà inizio all’attesissimo Palio della Balestra, evento che chiude le settimane del settembre biturgense, una delle più lunghe rievocazioni storiche in Italia.

Le Feste del Palio iniziano il 1° giorno del mese e culminano proprio con il Palio della Balestra tra Gubbio e Sansepolcro, che si disputa la seconda domenica. Nelle due settimane che precedono il Palio finale, la città si anima di eventi culturali che coinvolgono tutte le associazioni storiche della città, con sfide, concerti, spettacoli di musica, danza, convegni, cortei storici ed appuntamenti che ogni anno catturano l’entusiasmo di residenti e lo stupore di migliaia di turisti.

Balestrieri a Sansepolcro
Balestrieri a Sansepolcro

Si inizia con il Palio di Sant’Egidio, che segue la presentazione del drappo del Palio: è l’unica gara non in costume perché aperta a tutti coloro che vogliono cimentarsi in una competizione di tiro con la balestra, anche se non sono di ruolo all’interno della Società Balestrieri di Sansepolcro. Lo scopo è quello di promuovere e avvicinare il gioco del tiro con la balestra ai cittadini, fuori dalle formalità e dalle tensioni dell’appuntamento principale.

Prima della sfida con Gubbio, il mercoledì, i balestrieri biturgensi si scontrano in una appassionante sfida cittadina: il tradizionale Palio dei Rioni, che illumina la serata in Piazza Torre di Berta. I balestrieri della lupa e del giglio, si contendono il Palio vestendo i colori dedicati ai due più popolosi quartieri della città, Porta Romana e Porta Fiorentina.

Sansepolcro
Sansepolcro

I tanti riti propiziatori che accompagnano il Palio sono tra i momenti più affascinanti del calendario rinascimentale di settembre.

Tra questi l’Offerta della Cera, attestata a partire dal 1441, anno che sancisce il definitivo passaggio di Sansepolcro al dominio di Firenze.

È considerato un rituale di buon auspicio per il migliore svolgimento delle manifestazioni alla vigilia del giorno dedicato a Sant’Egidio, fondatore della città.

Su disposizione del capitano del popolo, i rappresentanti delle arti e corporazioni cittadine avrebbero dovuto donare la cera al priore della chiesa principale.

I figuranti in abiti rinascimentali rappresentanti i mestieri si radunano nella Cattedrale di San Giovanni Evangelista per pagare la tassa alla curia, tassa che veniva versata in cera per permettere alla chiesa di avere sufficienti candele per l’anno successivo. La stessa sera si svolge la Cena dei Rioni, una serata conviviale aperta a tutti i cittadini.

Anche i sapori, nel settembre di Sansepolcro, sono quelli antichi. Tante le ricette che riempiono di profumi il consueto Convivio Rinascimentale, un banchetto del ‘500 che si svolge il venerdì che precede il Palio della Balestra.

Sulla tavola troneggia una ricostruzione dei cibi, della loro presentazione, delle scenografie e degli intrattenimenti che rallegravano le corti dell’epoca. Attorno si muovono madonne e messeri con gli eleganti costumi rinascimentali, mentre si degustano piatti tipici della tradizione.

Giocolieri, musici e danzatori allietano i commensali in un evento che ogni anno ospita turisti da tutto il mondo. Il menù è curato dai ristoratori di Sansepolcro aderenti al progetto regionale di Vetrina Toscana a Tavola e lo spettacolo è realizzato in collaborazione con i gruppi storici di Sansepolcro.

Sansepolcro
Sansepolcro

Nella più realistica delle rievocazioni non può mancare il mercato: quello di Sant’Egidio, il primo weekend di settembre, è la ricostruzione fedele di un mercato rinascimentale, a cura dell’associazione Rinascimento nel Borgo.

Gli allestimenti dei banchi ripropongono abiti e mestieri antichi ad iniziare dalla lavorazione del guado, l’erba dalla quale si traeva l’indaco, il colore ricercatissimo nel ‘400 e ‘500 per la tintura dei tessuti.

Protagonisti del sabato sera è il Gruppo degli Sbandieratori, famoso in tutto il mondo per le straordinarie coreografie e abilità dei suoi alfieri.

Un tempo gli antichi stendardi precedevano gli eserciti in guerra e per questo le estremità erano munite di vere e proprie armi. In tempo di pace gli alfieri hanno perfezionato i loro movimenti creando veri e propri spettacoli. I drappi indossati dagli Sbandieratori sono dipinti a mano così come gli abiti realizzati dalle sartorie teatrali. Oltre agli esercizi codificati nei manuali, gli Sbandieratori si ispirano alle geometrie di Piero della Francesca.

La seconda domenica di settembre arriva il momento più atteso: il Palio della Balestra. Tra i palazzi rinascimentali della Piazza si svolge la secolare sfida, documentata storicamente fin dal 1594, che vede opposti gli armati di Sansepolcro e Gubbio, l’antica e vicina Agobio.

Durante la sfida un’ottantina di Balestrieri si alternano sui banchi di tiro per centrare con le loro verrette la bulletta del corniolo, il centro esatto del bersaglio. Il premio per il vincitore del palio consisteva nella consegna di un panno di lana (da latino “pallium”), utilizzato per confezionarsi un abito.

Oggi è sostituito con un’opera ogni anno realizzata da un artista diverso. Annunciati dal rullo dei tamburi e dal suono delle chiarine i balestrieri e i cortei storici entrano nella piazza mentre gli Sbandieratori lanciano in aria le Bandiere con i colori degli antichi quartieri e tutto intorno la folla incita gli animi degli sfidanti in quello che è uno degli eventi più rappresentativi dell’anima di questo piccolo borgo nel cuore del rinascimento toscano.