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Valtaro, Parma – Connessi con la natura o connessi nella natura? In Alta Valtaro , lanciata verso un’estate nel segno del workation, il problema non si pone.

Se gli inglesi hanno fatto scuola, coniando un termine che intreccia due attività apparentemente antitetiche come il lavoro e la vacanza, l’angolo di Emilia al confine con Toscana e Liguria ha adottato il concetto declinandolo in una dimensione unica che, con tutto il rispetto, la patria dei sudditi di Sua Maestà può limitarsi a invidiare.

Ben prima che il Covid-19 contribuisse indirettamente al boom dello smart working, una ricerca effettuata nel 2014 aveva già evidenziato come la presenza di una pianta in ufficio potesse aumentare la produttività del 15%.

Altre erano state in grado di dimostrare l’incidenza sulla concentrazione della possibilità di alternare momenti di svago – e di conseguente riposo – a svariate ore di lavoro.

E se in ufficio non ci fosse solo una pianta ma un’intera vallata e quelli da inserire tra una riunione da remoto e l’altra non fossero semplici “momenti di svago” ma indimenticabili esperienze tra boschi, cascate e vette appenniniche?

Partita da Borgo Val di Taro, l’iniziativa del workation si è presto allargata all’Alta Valtaro nel suo complesso, che offre l’opportunità di vivere uno smart working inedito in spazi fuori dalle canoniche rotte del turismo di massa per ritrovare una dimensione autentica e sostenibile, senza dover per forza rinunciare ai notoriamente inderogabili impegni professionali.

Alla costante millenaria dei panorami mozzafiato si aggiunge allora una connessione che tocca più o meno ogni luogo, dalle biblioteche pubbliche di Albareto, Bedonia e Borgo Val di Taro, dove poter prenotare la propria postazione di lavoro o studio, fino alle case in affitto e alle strutture ricettive che mettono a disposizione spazi attrezzati per svolgere da remoto le attività di norma relegate alla grigia gabbia dell’ufficio.

Il vero vantaggio è evidentemente quello di poter spedire un’e-mail e, un attimo dopo, inforcare un’e-bike affittata in uno dei tanti centri noleggio per lanciarsi alla scoperta di uno degli innumerevoli itinerari che attraversano la valle e si spingono fino ai confini regionali.

Oppure, infilare un paio di scarpe comode mentre ancora si sta controllando un grafico per poi dedicarsi alla scoperta della Via degli Abati o aggregarsi a una delle escursioni proposte dalle preparatissime guide trekking della zona, inoltrandosi magari verso le cascate delle miniere di rame di Santa Maria del Taro, il Lago di Martino o il Groppo di Gorro.

In questo gioiello segreto nel cuore di Visit Emilia, fuori dalle rotte del turismo di massa ma comodamente raggiungibile, il lusso è scegliere di non scegliere: una volta spento il computer, ad esempio, ci si può ritrovare in pochi istanti sui sentieri della Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF dei Ghirardi o tra i nobili corridoi del Castello di Compiano, dal quale si gode peraltro di una splendida vista sull’omonimo borgo – tra i più belli d’Italia – e sulla lussureggiante distesa dell’Appennino, punteggiata dalle imponenti cime del Molinatico, del Penna e del Pelpi.

Insomma, tra lavorare per vivere e vivere per lavorare, c’è un’altra via. Quella che porta in Alta Valtaro, dove si lavora vivendo.

 

 

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