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di Claudio Elidoro
Le calde serate estive sono l’ideale per chi vuol sapere qualcosa di più della volta stellata. E’ vero, l’oscurità scende più tardi, ma non v’è dubbio che il clima sia di gran lunga più accattivante di quello che sperimentiamo a gennaio o febbraio.

Fin dall’antichità l’uomo ha raggruppato quei puntini luminosi che scintillano nel cielo in costellazioni. Proprio come si fa con alcuni giochetti enigmistici, ha “collegato quei puntini” ricavandone – spesso con moltissima fantasia – figure di animali e di eroi mitologici. Un modo molto semplice per tenersi a mente la disposizione delle stelle nel cielo e poterla così utilizzare per orientarsi.

Orsa polare

Generalmente le stelle che compongono una costellazione sono collegate tra loro solo dall’apparente vicinanza in cielo. Tranne alcune eccezioni, infatti, quelle stelle che, guardate dalla Terra, ci sembrano a stretto contatto di gomito sono in realtà lontanissime tra loro ed è solo l’inganno della prospettiva che ci porta a credere il contrario.

Riconoscere le costellazioni non è poi così complicato. E’ un po’ come andare in bicicletta: una volta imparato, non lo si scorda più. Un ottimo punto d’inizio è provare a individuare le costellazioni visibili ogni mese dell’anno e, tra queste, la più facile di tutte è sicuramente quella dell’Orsa maggiore o Grande carro.

Come individuarla? Semplice: basta guardare verso nord e cercare sette stelle disposte a formare una specie di grosso mestolo (non per nulla gli americani la chiamano Big Dipper, il grosso mestolo). Il disegno che proponiamo può aiutare, anche se dobbiamo proprio scordarci di riuscire a ricostruire le sembianze di un’orsa: dovremmo utilizzare anche altre stelline più deboli e una dose non indifferente di fantasia.

Orsa polareIl Grande carro è un ottimo banco di prova per vedere se la nostra vista è buona. La seconda stella del timone, Mizar, ha infatti al suo fianco una stellina più debole, Alcor, e solo chi ha una vista acuta riesce a sdoppiare le due stelle (era una delle prove attitudinali per le aspiranti guardie dell’imperatore in Persia).

Gli astronomi sanno, però, che quelle due stelle fanno parte di un sistema molto più complicato, impossibile da scoprire se non grazie a sofisticati strumenti. Non solo, infatti, accanto a Mizar vi è un’altra stella compagna (il che porterebbe il totale a tre stelle), ma ciascuna di esse e la stessa Alcor sono a loro volta sistemi stellari formati da due astri molto ravvicinati. Il che porta a un totale complessivo di ben sei stelle.

Una volta individuata l’Orsa maggiore possiamo subito sfruttarla per trovarne un’altra altrettanto importante: l’Orsa minore o Piccolo carro. Se, come viene mostrato nella figura, colleghiamo le ultime due “ruote” del Grande carro (Dubhe e Merak) e andiamo oltre, arriviamo dalle parti di una stellina isolata. Non è una stella appariscente, ma non facciamoci ingannare.

E’ la stella più importante del cielo, quella che per secoli ha indicato ai naviganti la giusta rotta: la Stella Polare. Partendo da essa possiamo ricostruire l’Orsa minore e completare così la nostra conoscenza dei due Carri celesti.
Davvero niente male come prima tappa del nostro cammino.