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Mi scrive la nonna di Valeria, femmina

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Nel momento in cui disegnava, VALERIA viveva disagio e non serenità. La compattezza del segno grafico di riempimento / spazio indica un forte desiderio di essere perfetta, di non sbagliare e di essere accettata, nonostante eventuali errori commessi.

Il test della Casa sia per la posizione a sinistra del foglio, sia per l’accostamento dei colori, sia per l’esiguità delle finestre e della porta, oltre che per la diversità tra lato sx (acuto e lato dx (morbido e curvilineo) indica:
– Cautela nell’affrontare il nuovo
– Pressioni educative sentite pesanti ed ingabbianti
– Timore di non comprendere la realtà in cui si vive
– Timore di non saper esprimere ciò che si prova e si sente
– Puntigliosità
– Pensieri ricorrenti su come accontentare le persone del proprio habitat, avendo però la sensazione di non riuscire a dare loro piena soddisfazione (ansia ad alti livelli)

Gli altri elementi presenti sono: il sole a sx, parziale, con corona di raggi diseguale ed in alternanza tra punte e morbidezza; pupazzetto senza braccia, disegnato dopo aver cancellato una precedente rappresentazione; l’animale al guinzaglio.
Tutti questi elementi confermano l’insicurezza di base, con sovrapposizione di un’apparente sicurezza.

Inoltre, VALERIA indica di:
– desiderare una maggiore frequentazione della figura paterna, e non con le modalità attuali, ma con più giocosità, più libertà di comunicazione reciproca
– desiderare di crescere, per togliere le difficoltà che ora affronta
– essere carente di manifestazioni di tenerezza, approvazione, allegria affettiva: le vorrebbe, ne sente la mancanza, ma non lo dichiarerebbe mai
– avere su di sé il peso di una sentita solitudine

Bisogna, comunque, far presente che UN SOLO DISEGNO dice solo quello che un soggetto prova nel momento in cui sta effettuando il disegno stesso. Per sapere se il disagio è continuo e può divenire patologia è assolutamente necessario analizzare la produzione iconica di almeno un mese.
Capita spesso, infatti, che un giorno un bambino si senta non oggetto di affetto, triste, non sereno (come in questo caso) e che, poco tempo dopo, il suo disegno sia un’esplosione di gioia.

Che VALERIA, nel momento in cui disegnava non fosse contenta del suo vivere è un fatto. Ma sarebbe necessario, ripeto, analizzare almeno altri disegni, effettuati in un arco di tempo che racchiuda almeno un mese.

Dopo l'insegnamento mi sono dedicata alla libera professione di: psicologa, perito grafico, esperto del segno presso i Tribunali, docente di psicologia della scrittura, di comunicazione fattiva e tecniche di rilassamento, consulente in Sessuologia, psicologa dello Sport. Sono iscritta al Collegio Lombardo Periti Esperti e Consulenti.