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Brescia. Lo speco alimentare è un problema di emergente attualità che sta toccando una consapevolezza generalizzata, acutizzata in questo periodo di pandemia con la esponente crescita della povertà nel nostro Bel Paese. Secondo la FAO ogni anno al Mondo si sprecano 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, pari a circa un terzo della produzione totale destinata al consumo umano.

A Brescia la Dispensa Sociale nella forma e nell’accezione ideata da Maremosso e CAUTO si pone come modello di circolarità che connette diversi attori presenti sul territorio e mediante il cibo mette a sistema l’agire sociale, ambientale e l’agire interconnessi. Da oltre venti anni la Dispensa Sociale, è una principale hub di selezione e distribuzione e scambio di eccedenze recuperate dalla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) che opera presso la sede bresciana delle due organizzazioni.

I risultati del progetto saranno presentati mercoledì 26 maggio alle ore 17,30 diretta youtube per conoscere le azioni principali e i primi importanti esiti del nuovo progetto di Dispensa Sociale CAUTO e Maremosso per Garda Sociale e i 22 Comuni dell’ambito bresciano del Garda. Titolo: “Dalla navigazione a vista alla sostenibilità integrata con la valorizzazione degli sprechi alimentari.” A seguire Tavola Rotonda con la partecipazione dell’On. Gadda, del Prof. Zoboli e dell’Assessore regionale Locatelli. Conduce Duccio Facchini direttore di Altreconomia.

L’iniziativa di Garda Sociale si è posta come strategia di intervento in grado di innescare un’azione sinergica e di reciprocità, non solo per far fronte con maggiore efficacia ai nuovi scenari di emergenza economica a seguito della crisi messa in atto dalla pandemia, ma anche per stimolare nuove reti locali di mutualità e sussidiarietà. Da gennaio 2021 a oggi si definisce una nuova mappa relazionale in cui il cibo diviene strumento per tracciare nuove rotte di reciprocità che attraversano il territorio in una nuova rete di collaborazione tra enti pubblici, non profit e aziende della GDO e alimentari.

Una grande opportunità per tutti:
– per gli enti pubblici che affrontando il problema delle nuove povertà alimentati innescano processi di coesione sociale;
– per le persone che ricevono i beni alimentari e partecipano attivamente ad un progetto di valenza etica, ecologica, e sociale;
– per le organizzazioni che operano per l’inclusione sociale e possono realizzare la propria mission;
– per l’ambiente grazie alla prevenzione dei rifiuti;
– per le aziende donatrici che oltre che abbattere i costi per lo smaltimento delle eccedenze alimentari intraprendono una importante scelta di Responsabilità Sociale d’Impresa nei confronti dell’ambiente e delle persone che lo abitano.