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Si trovano in Veneto, Lombardia e Trentino Alto Adige le prime foreste al mondo ad aver calcolato scientificamente gli impatti che gli alberi hanno sulla collettività, in termini sia di salute per le persone sia per il contesto socio-economico del territorio.

I 1.000 ettari interessati hanno infatti ottenuto la prima certificazione di tutti i “servizi ambientali” secondo lo schema del Forest Stewardship Council (FSC) in collaborazione con Etifor,  spin-off dell’Università di Padova. Il risultato, presentato oggi al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentali, Forestali e del Turismo (MIPAAFT) alla presenza di tutte le realtà coinvolte, è un vero e proprio modello di valorizzazione del ruolo multifunzionale delle foreste replicabile su tutto il territorio nazionale.

Dopo una fase di test condotta negli anni scorsi su oltre dieci siti in otto Paesi, l’Italia è il primo ad aver ottenuto la certificazione a livello mondiale per tutti i cinque servizi ambientali presenti nel territorio, tecnicamente noti come “Servizi Ecosistemici”: conservazione delle specie animali e vegetali, miglioramento della qualità e quantità dell’acqua, aumento della stabilità e dei nutrienti contenuti nel suolo, aumento dello stoccaggio e sequestro del carbonio, miglioramento dei servizi turistico-ricreativi.

Dei 1.000 ettari di area boschiva che hanno ottenuto la certificazione FSC per i Servizi Ecosistemici, 65 ettari, una superficie pari a 108 campi da calcio, sono stati ripristinati attraverso l’impianto di 110.000 nuovi alberi; mentre 40 ettari presentano un suolo più ricco, con effetti positivi sulla diminuzione dell’erosione, sulla fertilità e il miglioramento dell’attività microbica.

Gli alberi che crescono nei boschi certificati appartengono a 36 specie diverse, selezionate tra quelle che più si adattano al contesto locale, tra cui pino silvestre, abete rosso, larice, quercia, faggio, frassino e nocciolo.

Queste foreste conservano oggi con successo 220.229 tonnellate di CO2, pari alle emissioni medie annue di 110.114 automobili, a cui si aggiungono 1.747 tonnellate stoccate grazie agli interventi di riforestazione.

I metri cubi di acqua, prima filtrata e poi trattenuta in falda dagli alberi con impatti positivi sulla sua disponibilità e potabilità, sono ogni anno 1.256.700 m3, come quella contenuta da 502 piscine olimpioniche. Complessivamente, ammontano a 7,5 le tonnellate di suolo la cui erosione viene evitata e 458 gli ettari di area naturale accessibile per lo svago ed il tempo libero.

Tutti gli alberi hanno impatti positivi sull’uomo, ma ogni specie ha le sue particolarità e offre un “servizio” specifico. Per dare un valore medio, lo studio condotto garantisce che un albero, quando ha raggiunto l’età adulta, riesce a catturare 0,65 tonnellate di CO2. Ciò significa che per catturare le emissioni medie annue di una automobile servono 3 alberi.

Un albero facilita poi l’infiltrazione di 546 metri cubi di acqua all’anno, pari al consumo idrico di 6,2 cittadini, dato che in Italia una persona consuma annualmente 90 m3 di acqua (fonte: European Environmental Agency).

“È un’immensa soddisfazione per noi essere stati i primi al mondo a calcolare scientificamente quanto gli alberi siano utili alla nostra vita: producono acqua potabile, riducono l’inquinamento e proteggono le nostre case da frane ed alluvioni. Grazie ad FSC, si ha la garanzia che questi miglioramenti siano visibili e quantificabili” dice Lucio Brotto, Business Development Director di Etifor.

Alison von Ketteler-Dubar di FSC Ecosysten, Service programme manager aggiunge: “il traguardo di Walplus conferma a livello mondiale che esiste un mercato emergente per questi servizi e che FSC fornisce strumenti utili ai gestori forestali per ottenere dei benefici dalla gestione responsabile, un segnale importante alle aziende e agli investitori.”

In Italia ci sono 11 milioni di ettari di boschi, due terzi dei quali sono in mano a piccoli proprietari privati che spesso ignorano di possederli o che li trascurano, complici gli ostacoli burocratici, logistici e gestionali.

Nascono così gruppi e associazioni a supporto della gestione di queste aree che forniscono all’ente di certificazione, aiutati nell’analisi scientifica da realtà specializzate, evidenze sul loro operato e su come sia possibile creare valore aggiunto all’interno dei territori.

Le aree ad aver verificato per prime gli impatti positivi appartengono al Gruppo WaldPlus, che conta più di 1.000 ettari e coinvolge 33 proprietà forestali, tra cui anche il Parco Oglio Sud in provincia di Cremona, che con i suoi 75 ettari è il primo parco regionale italiano ad aver ottenuto la certificazione.

La particolarità di questo nuovo approccio consiste nel coinvolgere non solo i gestori forestali, ma anche sponsor privati, acquirenti di servizi ambientali, retailer e aziende che posso utilizzare la procedura per promuovere gli impatti positivi derivanti dalla gestione responsabile delle foreste, avendo così garanzia di contribuire alla riduzione del cambiamento climatico, alla produzione di ossigeno e cattura di PM10, al miglioramento di qualità e sicurezza dei terreni, alla produzione di acqua pulita e, in senso più ampio, ad una migliore qualità della vita.

Tra gli aderenti al progetto anche AzzeroCO2, società di consulenza ambientale nata per volontà di Legambiente e Kyoto Club, e molte realtà che hanno investito sulle prime foreste dagli impatti positivi certificati, come Q8, E.ON Italia, IKEA Retail Italia, Panguaneta S.p.A., Supermercati Alì, Agronomi e Forestali Senza Frontiere, Reforest’Action e circa 1.500 privati cittadini attraverso amministrazioni locali e portali di crowdfunding per l’adozione di alberi come il neonato wownature.eu.

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